Su Twitter Padoan dice che: "Nella strategia strutturale del Governo nel settore bancario aggiungiamo un utile strumento su NPL che si integra alle riforme fatte". Le decisioni prese con l'Unione Europea dovrebbero aiutare le sofferenze delle banche italiane che ammontano a circa 200 miliardi di euro. Prima dell'incontro si parlava della creazione di una bad bank e di un intervento del Tesoro su richiesta di una banca in difficoltà con un prestito che poi  sarebbe stato restituito con una parte del ricavato dei titoli venduti.

Ma cosa c'è  di nuovo con l'accordo raggiunto tra Roma e Bruxelles?

A quanto pare non molto. Infatti l'accordo riguarda i GACS, ossia la garanzia dello stato sulla cartolarizzazione delle sofferenze. Il comunicato stampa del Ministero dell'Economia e delle Finanze n˚21 del 28/10/2016 dice che: "La garanzia avrà un prezzo di mercato, comprenderà una remunerazione in linea con quella di mercato per i rischi assunti dallo Stato e dipenderà dalla durata dei titoli garantiti.

Il riferimento di mercato sarà calcolato prendendo come riferimento i CDS (Credit Default Swap).

In parola povere l'accordo riguarda la possibilità minima di intervento dello Stato nel garantire i crediti deteriorati. Non verrà creata una bad bank con partecipazione statale ma delle società ad hoc, cioè delle SPV o società veicolo che collocheranno le obbligazioni costituite dalla cartolarizzazione dei crediti in sofferenza sui mercati nazionali e internazionali.

Il ruolo dello Stato

Gli NPL (non performing loans) sono i crediti non performanti, cioè incerti per quanto riguarda sia la possibilità della loro riscossione sia per il rispetto delle scadenze. I crediti possono essere sia totalmente recuperabili quando i debitori si trovano in una momentanea difficoltà o possono essere ad alto rischio quando il debitore è in stato di insolvenza e probabilmente per varie cause non è più in grado di restituire un prestito.

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Le obbligazioni emesse sono di tre tipi: senior, mezzanine e junior. Le più rischiose sono le junior seguite dalle mezzanine. Lo Stato garantirà solo le senior, cioè le meno rischiose, ma per poter intervenire le obbligazioni devono avere comunque un rating, indice definito da apposite agenzie, uguale o superiore a BBB cioè di discreta affidabilità.

Quindi non ci sono grandi cambiamenti: infatti la cartolarizzazione dei crediti era possibile già prima. L'UE è riuscita però ad evitare un intervento più determinante da parte dello Stato, perché il prezzo delle garanzie, come già detto prima, sarà determinato dalle condizioni del mercato.

Se i crediti delle junior e delle mezzanine non saranno recuperati neanche in parte le banche si troveranno costrette per poter erogare nuovi prestiti a dover aumentare il capitale oppure a fondersi formando nuovi istituti.