Finmeccanica ha finalizzato un contratto multimiliardario con il Kuwait per la fornitura 28 jet Eurofighter Typhoon. Oggi pomeriggio, alla presenza dei ministri della Difesa italiano Roberta Pinotti e kuwaitiano Shaikh gen. Khaled Al Jarrah Al Sabah, è stato firmato l'accordo con il paese arabo. È il più grande affare siglato dalla società italiana. Una cifra monstre: tra  i 3 e i 4 miliardi di euro.

Si è conclusa così una trattativa complessa: è dallo scorso settembre, infatti, che il Kuwait cerca un un'intesa per acquistare gli aerei, ma l'affare non si è mai concluso, anche dopo il via libera del Parlamento del paese del Golfo persico, l'1 marzo, alla prima tranche dell'intesa, pari a 500 milioni di dollari.

Una fornitura militare da 8 miliardi di euro

Si tratta di una fornitura militare dalla durata di 20 anni, il cui valore oscilla tra i 7 e gli 8 miliardi di euro, dei quali la Finmeccanica si è aggiudicata circa la metà.

La parte rimanente dovrebbe essere suddivisa tra le altre aziende di difesa del consorzio Eurofighter, Airbus Group (Germania, Francia e Spagna) e BAE Systems (Gran Bretagna). Nello specifico, Eurofighter Typhoon è un caccia avanzato multiruolo che funge anche da intercettore, ed è progettato e prodotto dalle tre società che compongono il consorzio Eurofighter GmbH, costituito nel 1986: Alenia Aermacchi (società controllata da Finmeccanica), Airbus Group e BAE Systems.

Finmeccanica nei “Panama Papers”

Kuwait e i paesi del Golfo persico rappresentano uno dei più grandi mercati di armi al mondo, con forniture militari multimiliardarie da Stati Uniti e Europa. E c'è anche l'Italia: le nostre esportazioni di armi verso il Kuwait, secondo la relazione governativa - presentata il 30 marzo 2015 a Camera e Senato relativa al 2014 - sono pari a 0,4 milioni di euro. A Piazza Affari, intanto, l'andamento del titolo di Finmeccanica ha oscillato nell'attesa dal contratto kuwaitiano, mentre il nome dell'azienda di piazza Monte Grappa  finisce in queste ore nell'elenco dei grandi evasori nei paradisi fiscali, rivelato dai cosiddetti “Panama Papers”.

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