Il tema della casa ricorre sempre, dato che la possiamo definire un bene primario dove un domani cresceranno i nostri figli. Non tutti, dopo e durante il matrimonio, possono permettersi di acquistarla, di sostenere un mutuo con tutte le spese che comporta. Ecco allora che si decide di prenderla in affitto. Quest'ultimo ti permette di pagare una rata mensile più leggera e il cui pagamento può essere diviso tra i componenti del nucleo familiare che abitano all'interno della casa o dell'appartamento oggetto dell'affitto. Ma cosa succede se non paghi, o se accumuli delle rate senza averle pagate? Rischi di essere sfrattato, ma nel caso di morosità incolpevole il Governo ha deciso di intervenire.

Vediamo come.

Requisiti per ricevere fino a 12 mila euro di aiuto

Come anticipato sopra, succede che in tempo di crisi non tutti riusciamo a pagare un eventuale affitto. E quindi può capitare che si hanno degli arretrati accumulati non per colpa nostra, ma per via degli eventi accidentali che una sfavorevole congiuntura economica può portare. Dunque si diventa morosi senza colpa. Questo è infatti un caso specifico che il Governo ha deciso di affrontare attraverso un decreto. Esso avrà attuazione pratica a partire dal 9 agosto e prevede che coloro che si trovano nelle difficoltà appena dette potranno beneficiare di una determinata somma, fino a un massimo di 12 mila euro. Ma non sarà così semplice, gli idonei dovranno appunto possedere determinati requisiti.

Prima di tutto che l'impossibilità di pagare sia comprovata oltre che dall'atto di sfratto, anche dal documento ISEE, il quale certifica la propria situazione economica. Infatti se non si superano i 35 mila euro di reddito annuale si può beneficiare dell'aiuto. Il contratto di affitto deve essere stato regolarmente registrato e chiunque del proprio nucleo familiare non deve avere un diritto su un altro immobile idoneo all'abitazione.

Poi ci sono requisiti di carattere personale. Ovvero se il portatore di reddito all'interno di una famiglia perde il lavoro per cause come il licenziamento involontario, la cassa integrazione, il decesso o la malattia, e tale perdita comporta una sostanziale riduzione delle disponibilità finanziare necessarie alla sopravvivenza dei componenti del nucleo familiare, si diventa certamente idonei a ricevere l'aiuto.

Per i dettagli si può visionare il decreto sulla gazzetta ufficiale del 25 luglio.

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