L'ipotesi di una uscita dell'Italia dall'euro non è più argomento di leader populisti, ma anche oggetto di discussione di economisti e politici. Un report di Mediobanca, firmato da Antonio Guglielmi e Marcello Minenna, spiega ché l'Italia non ha più alcuna possibilità all'interno della moneta unica ed è di attualità l'ipotesi di una uscita del Paese dal sistema Euro oppure la richiesta di una ristrutturazione volontaria del debito.

Euro: Italexit ipotesi imminente

Mediobanca spiega che nel momento in cui la BCE inizierà a ridurre il programma di acquisto titoli verrà meno il principale acquirente dei suoi titoli del debito pubblico, ipotesi che potrebbe divenire realtà già nel corso del 2017, dato che in Germania c'è un moto di ribellione popolare contro l'aumento dell'inflazione.

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Il sistema BCE ha acquistato fino a questo momento 210 miliardi di euro di titoli del debito italiano, cifra che ammonta all'intero deficit di bilancio dello scorso anno, e ha coperto il rinnovamento dei vecchi titoli nel momento in cui gli investitori se ne stavano liberando.

A quel punto i creditori dell'Italia avranno due possibilità: o offrire una ristrutturazione del debito in termini amichevoli continuando a stare all’interno dell’unione monetaria, oppure aspettare che lo tsunami politico che si sta abbattendo sull’Italia porti all'abbattimento del sistema della moneta unica.

Euro: BCE è il principale acquirente dei titoli di Stato italiani

Oltre alla fine del Quantitative Easing Mediobanca elenca un'altra serie di circostanze che potrebbero rendere l'Italexit una ipotesi non più rinviabile argomentando che in ossequio alle nuove regole sul debito pubblico le banche italiane dovranno ridurre di 150 miliardi di euro la quantità di titoli di debito pubblico acquistati; inoltre da quest'anno la Commissione Europea imporrà agli stati membri un inasprimento fiscale con le “clausole di salvaguardia” che impongono l'aumento automatico dell'IVA.

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