La BCE ha reso note le modalità attraverso le quali trasmetterà le propri indicazioni per gli istituti di credito sui livelli di accantonamento ritenuti congrui per le Non Performing Esposure categoria che include le esposizioni tradizionalmente classificate in italia come Sofferenze Bancarie (NPL o Bad Loans) e Incagli (oggi Unlikely To Pay o UTP).

La notizia di maggiore interesse per gli operatori del settore riguarda la conferma che i livelli verranno fissati in modo "personalizzato" per ciascun istituto vigilato e quindi non ci saranno i paventati effetti negativi dovuti alla fissazione di soglie standard valide per tutti e con potenziale svantaggio per gli istituti più deboli.

ll processo di riduzione dei rischi

La divisione vigilanza della Banca Centrale Europea sta da tempo portando avanti una politica di riduzione dei rischi del sistema bancario. Questo obbiettivo è stato perseguito richiedendo agli istituti di credito di ridurre la consistenza dei propri crediti deteriorati sia a livello assoluto che in termini relativi rispetto ai propri attivi.

A livello europeo, l'incidenza dei deteriorati si attestava in media all'8% del totale nel 2014 ed è scesa al 4,9% nel 2017.

In particolare, con riferimento all'italia, secondo l'ultimo report redatto da PWC, lo stock dei NPL è calato di 60 miliardi nel 2017, con una riduzione del 18.5% rispetto ai livelli di fine 2016 e si è ridotto ulteriormente di altri 37 miliardi nella prima metà di quest'anno.

Le nuove indicazioni, che verranno discusse a livello individuale con ciascun istituto di credito vigilato, avranno come obbiettivo un accrescimento degli accantonamenti prudenziali.

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Affari E Finanza

Gli obbiettivi negli accantonamenti

Per l'italia, la necessità di ridurre la rischiosità degli istituti di credito risponde anche all'esigenza di tranquillizzare gli operatori dei mercati finanziari, che hanno recentemente evidenziato delle preoccupazioni rispetto all'incertezza del quadro politico del paese.

Pur riconoscendo i positivi risultati registrati ad oggi, secondo la vigilanza BCE i crediti non performing risultano avere ancora un'incidenza troppo elevata, soprattutto rispetto agli standard internazionali registrati ad esempio negli Stati Uniti e in Asia.In futuro, il regolatore procederà con un approccio graduale, che terrà conto delle specificità dei singoli istituti e che porterà ad identificare il livello più appropriato di coperture per ogni soggetto vigilato, senza interventi traumatici.

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