Juncker, il presidente della Commissione Europea, durante le celebrazioni per i vent'anni dell'Euro ha parlato nell'aula facendo anche autocritica. A suo modo di vedere nel corso della crisi ci fu un'eccessiva austerità e una mancanza di solidarietà verso i paesi in difficoltà, in particolare la Grecia. Inoltre, ha aggiunto, fu data anche troppa rilevanza al Fmi.

Per la prima volta, insomma, simili esternazioni si fanno largo anche tra le massime autorità dell'Ue.

Juncker: 'Non fummo solidali con la Grecia e attuammo un'austerità avventata'

Se queste parole le avesse dette il Di Maio di turno chissà cosa sarebbe accaduto. Invece, stavolta è stato lo stesso Juncker a fare una decisa autocritica sull'operato passato. Nel corso delle celebrazioni per i venti anni della moneta unica tenutesi a Strasburgo il presidente della Commissione Europea, nel suo discorso, ha affermato senza mezzi termini che, nel corso della crisi, l'Unione Europea non fu solidale con la Grecia.

Ha poi aggiunto anche che ci fu un'austerità avventata, nonostante "le riforme strutturali restino essenziali”. Si è inoltre rammaricato del fatto che la Commissione di cui è a capo abbia dato un'eccessiva importanza al Fondo Monetario Internazionale, proprio perché si pensava che l'Europa potesse reggere all'influenza proveniente dal Fmi.

Ha quindi proseguito con un esempio molto chiaro. “Se la California è in difficoltà, gli Stati Uniti non si rivolgono” al Fondo monetario Internazionale.

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Stessa cosa, a suo parere, avrebbe dovuto fare l'Ue. Si è detto però rallegrato dal fatto che i paesi che soffrirono di più, Grecia e Portogallo, ora abbiano ritrovato il loro posto nelle democrazie europee (su questo punto però alcuni potrebbero avere da dire, dal momento che la situazione per questi paesi notoriamente non è certo rosea).

Per Juncker l'euro è un progetto che ha avuto successo

Dopo l'autocritica, il presidente Juncker è tornato su toni più classici.

Ha affermato che il progetto euro ha avuto pieno successo, nonostante gli scettici che sostenevano il fallimento inevitabile della moneta unica. A detta di molti avrebbe condotto l'Ue sull'orlo dell'abisso, e invece Juncker si è detto soddisfatto dei risultati ottenuti.

Ha infine affermato che, nonostante tutto questo, la convergenza delle politiche economiche dei vari paesi euro è ancora lontana dall'essere pienamente armoniosa, e che occorrerà ancora lavorare a lungo per sconfiggere anche questa debolezza.

A suo dire la situazione potrebbe non diventare mai perfetta, e non si potrà mai abbassare la guardia.

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