Alitalia potrebbe ripartire. Dopo l'ok del tavolo di Palazzo Chigi tra il premier Conte, il vicepremier Luigi Di Maio e il ministro dell'Economia Giovanni Tria sull'ingresso dello Stato, Di Maio ha parlato, ieri, del coinvolgimento del Tesoro e delle Ferrovie dello Stato nelle quote di partecipazione, dichiarando che potrebbero raggiungere una quota superiore al 50%. Alcune fonti parlerebbero di un 55%, con Fs detentrice del 30% e il Tesoro del restante 25%. Il ministero dell'Economia si è detto pronto alla partecipazione nella nuova compagnia rispettando la normativa europea e ponendo attenzione sulla sostenibilità del piano industriale.

Un piano industriale che dovrà essere presentato entro il 31 marzo da Fs, già in trattativa con la compagnia americana Delta Air Lines e la compagnia inglese easyJet per le quote che dovrebbero detenere questi due partner; a questo proposito, le quote detenute dalle due compagnie non dovrebbero superare il 40%. Il rimanente 5% andrebbe ad un'altra azienda pubblica (si ipotizza Poste Italiane), scartando Cassa Depositi e Prestiti, la quale non sarà azionista ma potrebbe venire coinvolta come prestatore per l'acquisto in leasing di aerei.

Le compagnie partner

Le trattative per le compagnie partner sembrerebbero essere definite. In pole position ci sarebbero, appunto Delta e easyJet, in partita da oltre tre mesi, quando entrambe presentarono un'offerta formale. Il progetto iniziale di Delta, però, prevedeva la partecipazione di Air France-Klm; la scelta è ricaduta su easyJet solamente dopo il ripiego della compagnia in seguito alle tensioni tra Italia e Francia, sul quale il vicepremier Di Maio, parlando con i sindacati, si è espresso con una battuta: 'Non credo che vi siate messi a piangere quando è emerso che Air France non era più della partita'.

Sullo sfondo si intravede ancora le compagnia tedesca Lufthansa, la quale, ponendo nel suo progetto 3000 esuberi e l'indisponibilità a sedersi con il governo italiano, sembra essere ormai sfumata. Dal canto suo, anche il progetto di Delta porterebbe a una riduzione, sia degli aeromobili (ridimensionamento da 118 a 110 aeromobili) sia dei lavoratori (circa 2000 esuberi). In ogni caso, il progetto da presentare entro il 31 marzo, si concretizzerà solo con l'ok dell'Antitrust, che dovrebbe arrivare tra giugno e settembre.

I sindacati, da parte loro, vorrebbero risposte nel breve termine e il segretario generale della Cgil Maurizio Landini chiede un'accelerazione per il futuro dell'azienda.

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