Il governo Conte bis si accinge a varare la nuova legge di Bilancio. Lavori in corso per la manovra finanziaria del governo giallo-rosso, con il decreto fiscale che ormai è quasi pronto per arrivare sul tavolo del Consiglio dei Ministri la settimana prossima. Nel collegato alla legge di Bilancio il nuovo esecutivo non avrebbe voluto inserire nessuna misura relativa a sanatorie di cartelle esattoriali e debiti fiscali.

"La stagione dei condoni è finita", così molti rappresentanti del governo sembrava avessero chiuso le porte a nuove rottamazioni delle cartelle e nuove sanatorie. Le esigenze di cassa, però, sono sempre le stesse e così pare ormai molto probabile che nel decreto fiscale entri la riapertura dei termini per pagare la prima rata della rottamazione ter, quella che ha varato il governo giallo-verde lo scorso anno.

Pagamenti a novembre?

La rottamazione delle cartelle aveva previsto inizialmente, nel 30 aprile la data di scadenza per la presentazione delle domande. La misura che consentiva a chi aveva debiti divenuti ruolo fino al 31 dicembre 2017, di mettersi in regola non pagando sanzioni ed interessi di mora, prevedeva due tipologie di pagamento. La soluzione unica o quella rateale e per entrambe la scadenza del pagamento era fissata il 31 luglio scorso (per le rateizzazioni la scadenza si riferiva alla prima rata).

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Le difficoltà tecniche e la mole di domande arrivate, spinsero l'esecutivo a varare in corso d'opera una seconda finestra utile per le istanze, con scadenza il 31 luglio e con prima data utile per il saldo o la prima rata al 30 novembre 2019. Anche se il decreto Fisco è ancora una bozza, sembra pressoché certo che verrà previsto l'allineamento della data di scadenza per tutti coloro che hanno presentato domanda, sia per la prima che per la seconda finestra.

In altri termini, per chi ha saltato il pagamento della rata di luglio, sarà possibile tornare a pagare entro il 30 novembre. L'omesso pagamento di luglio che avrebbe prodotto la decadenza dal beneficio della sanatoria, viene in qualche modo bonificato.

Servono soldi per la manovra

Solo poco più del 54% dei richiedenti la definizione agevolata hanno provveduto a pagare la prima rata o a saldare il pagamento in unica soluzione.

L'incasso per le casse dello Stato non ha rispecchiato le previsioni. Sono entrati 1,6 miliardi di euro. Il nuovo governo, come dimostrano le stime della nota di aggiornamento del Def appena varata, pensa ad un incasso di 2,8 miliardi tra rottamazione ter e saldo e stralcio. Ci sarà quindi una nuova possibilità concessa si contribuenti ritardatari e inadempienti che potranno tornare a poter pagare la prima loro rata entro il 31novembre, o meglio, il 2 dicembre visto che l'ultimo giorno di novembre è un sabato.

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