Prorogare la chiusura totale e il divieto di spostamento per altri 15 giorni, concedendo delle deroghe per alcune aziende, è l'ipotesi che si sta profilando in vista del 3 aprile, termine ultime previsto dal decreto del 22 marzo firmato da Conte che impone l'obbligo di rimanere a casa e la chiusura totale di tutte le attività produttive non ritenute necessarie. Intanto il Governo ha stanziato 4,5 miliardi di euro per i Comuni e 400 mln di euro sotto forma di buoni spesa.

Almeno altre due settimane

Ad oggi c'è la consapevolezza che per un ritorno alla vita normale serve altro tempo, due settimane o forse ancora un mese.

Così i vertici delle istituzioni sanitarie si sono pronunciate al riguardo, chiarendo che l’epidemia è in rallentamento ma che non è opportuno interrompere le misure di contenimento.

Con i dati finora in possesso il prolungamento delle misure restrittive è inevitabile. Il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro ha dichiarato che la curva del contagio sembra rallentare ma che bisogna attendere il picco per poter avanzare delle previsioni più precise. Non ci sono dunque ancora le condizioni per allentare le misure di restrizione.

Anche per questo la Ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina ha escluso un ritorno a scuola per il 3 aprile ipotizzando che si potrebbe tornare sui banchi di scuola per gli esami di terza media e maturità.

Aiuti ad aziende e cittadini

Da Palazzo Chigi arrivano intanto le prime preoccupazioni sulla situazione di difficoltà economica di alcune aziende italiane che necessitano di un monitoraggio costante.

Sembra allo studio infatti l'ipotesi di concedere alcune deroghe sulle misure restrittive per le aziende più in crisi, senza però rischiare che un allentamento dei divieti porti a una nuova ondata di contagi e, di conseguenza, alla necessità di prolungare il lock down per tutti gli italiani.

Superato il termine di altre due settimane si potranno valutare al meglio tutti gli elementi in essere: quel che appare certo è che non si avrà una riapertura in blocco bensì una ripresa graduale e molto lenta delle attività.

Misure di soccorso alimentare

In una conferenza stampa congiunta tra il premier Conte e il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri tenutasi ieri, sono intanto state annunciate nuove misure di soccorso alimentare a favore delle fasce di cittadini più deboli: buoni spesa, aiuti alimentari e congedi parentali più rapidi.

Al riguardo sono stati stanziati 4,5 miliardi di euro a favore dei Comuni e previsti circa 400 milioni di euro in buoni spesa da destinare ai cittadini che hanno difficoltà a fare i propri acquisti nei supermercati. Il provvedimento mira a bloccare sul nascere una eventuale emergenza sociale derivata dalla difficoltà di alcune fasce della popolazione a reperire risorse e beni di prima necessita.

Il nuovo Dpcm firmato da Conte di "misure straordinarie e urgenti per fronteggiare l'emergenza alimentare" verrà trasmesso alla Corte dei conti e poi successivamente pubblicato in Gazzetta ufficiale.

Bonus 600 euro per gli autonomi

La ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo, ha intanto firmato il decreto interministeriale che fissa le modalità di attribuzione dell’indennità prevista dal decreto “Cura Italia” anche per professionisti e autonomi che riceveranno un indennizzo di 600 euro per il mese di marzo.

La ministra Catalfo e l’Inps stanno inoltre lavorando per permettere a tutti i beneficiari della cassa integrazione di accedervi subito, entro il 15 aprile e se possibile anche prima. Gli accrediti, hanno assicuro il Presidente Inps ma anche il Ministro dell'Economia Gualtieri, arriveranno sui conti correnti degli italiani quanto prima.

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