Da ieri 15 giugno è possibile inoltrare le domande per il contributo a fondo perduto previsto dal decreto Rilancio. Si tratta del contributo per l'emergenza coronavirus destinato a micro, piccole e medie imprese, anche sotto forma di ditta individuale, che hanno avuto seri danni economici dalla crisi per la Covid-19. Sul sito dell'Agenzia delle Entrate c'è il modello con tutte le spiegazioni su come presentare la domanda. Su Repubblica il direttore dell'Agenzia, Ernesto Maria Ruffini, ha confermato come la procedura sia abbastanza semplice e che anche per le liquidazioni del contributo spettante, i tempi saranno solleciti, nell'ordine dei 10 giorni dalla presentazione della domanda.

Sul sito dell'Agenzia la procedura è partita

L'operazione contributi a fondo perduto per le aziende danneggiate dal coronavirus è ufficialmente partita. La procedura è stata realizzata con Sogei ed è una procedura telematica predisposta sul sito dell'Agenzia delle Entrate e anche sul canale Entratel. La domanda è precompilata nei software gestionali di cui già si avvalgono i contribuenti e i loro intermediari. Infatti la domanda può essere presentata tramite i professionisti del settore, cioè commercialisti e Caf, ma anche tramite le credenziali di accesso ai servizi telematici della pubblica Amministrazione per i contribuenti che ne sono in possesso (per esempio lo Spid).

Domanda entro agosto

Da ieri pomeriggio le aziende, i commercianti, gli artigiani e i piccoli imprenditori con ricavi e compensi fino a 5 milioni di euro possono presentare domanda per il contributo a fondo perduto, sempre che rispettino determinate condizioni. Prima di tutto bisogna aver subito un calo del fatturato nel mese di aprile 2020 rispetto al mese di aprile 2019.

Le domande potranno essere presentate entro il 13 agosto 2020. La richiesta può essere presentata a condizione che imprese, partite Iva o titolari di reddito agrario, risultino in attività alla data di presentazione della domanda per l'ottenimento del contributo. Il bonus è aperto anche alle aziende esercenti attività agricola o commerciale in forma di impresa cooperativa, ai soggetti che applicano il regime forfetario ed agli esercenti attività d’impresa o di lavoro autonomo anche se risultino al contempo, lavoratori dipendente o pensionati.

Come si calcola il contributo?

La cifra spettante per ciascun richiedente che rientra tra i beneficiari è calcolata in base al calo di fatturato e corrispettivi degli ultimi due mesi di aprile di attività, a meno che non si tratti di attività avviate dopo il primo gennaio 2019. In questo caso il contributo assegnato è quello minimo, cioè 1.000 euro se si il richiedente è una persona fisica, o 2.000 euro se è una persona giuridica. Il benefit è calcolato in percentuale sulla differenza dei due aprile e in base al volume di affari che i richiedenti hanno avuto nel 2019. In altri termini, il contributo spettante è pari a:

  • 20% della differenza tra aprile 2019 e aprile 2020 se i ricavi e i compensi dell'anno 2019 non superano i 400mila euro;
  • 15% della differenza se i ricavi e i compensi dell'anno 2019 non superano la soglia di 1 milione di euro;
  • 10% della differenza se i ricavi e i compensi dell'anno 2019 non superano la soglia di 5 milioni di euro.

Come richiedere il contributo

Il contributo potrà essere richiesto utilizzando il canale telematico Entratel/Fisconline.

Nel caso in cui il contributo spettante superi la soglia dei 150mila euro, la domanda va inviata esclusivamente tramite Pec e con firma elettronica. Come dicevamo, la domanda è assai semplice da presentare. Occorre inserire i dati anagrafici del richiedente, compreso il codice fiscale. La domanda è in gran parte autocerticficata, perché occorrerà barrare le caselle relative al possesso dei requisiti. Inoltre, non va inserito il proprio reddito nel dettaglio, perché basterà barrare la casella relativa alla fascia dei ricavi 2019 in cui si rientra, tra le tre previste e cioè fino a 400mila, fino ad un milione di euro e fino a 5 milioni di euro.