Da lunedì 15 giugno sarà possibile presentare la domanda per ricevere il contributo a fondo perduto previsto dal decreto Rilancio. Lo ha confermato l'Agenzia delle Entrate che sul suo portale ufficiale ha pubblicato il vademecum da seguire per la presentazione dell'istanza. C'è tempo fino al 13 di agosto e fino al 24 per gli eredi che continuano l’attività.

Contributo minimo tra i 1.000 e i 2.000 euro

L'Agenzia delle Entrate ha dunque fissato le date di avvio e scadenza delle istanze per il contributo a fondo perduto previsto a favore di piccole imprese, partite Iva, artigiani e commercianti. La guida stilata dall'Ade contiene i requisiti per poter rientrare nel provvedimento, la platea degli aventi diritto e le modalità operative per presentare domanda.

La misura prevede un tetto minimo di contributo erogabile che è pari a 1.000 euro se il richiedente è una persona fisica e a 2.000 euro se il richiedente è una persona giuridica.

L'ammortizzatore nasce per dare sostegno alle imprese e alle partite Iva colpite dalla crisi da Covid-19 e dagli effetti economici del lockdown. Nella guida si specifica che potranno essere beneficiari del contributo le partite Iva, le micro, piccole e medie imprese ed anche i titolari di reddito agrario che risultino in attività alla data in cui si decide di presentare la domanda di accesso al contributo. In pratica, vengono esclusi dal provvedimento coloro che hanno cessato la loro attività. Tra gli esclusi anche i professionisti iscritti alle Casse previdenziali private, per i quali è stato previsto il bonus 600 euro sia nel decreto Rilancio che nel precedente decreto Cura Italia.

Fuori dalla platea dei beneficiari anche gli intermediari finanziari, le società di partecipazione e gli enti pubblici.

Dal punto di vista dei requisiti, la misura può essere sfruttata a condizione che nell'anno 2019, i ricavi del richiedente per la sua attività, non siano stati superiori ai cinque milioni di euro.

Altra condizione da rispettare è il calo dei corrispettivi o del fatturato, tra aprile 2020 ed aprile 2019. Questo calo deve essere per lo meno pari ai 2/3. Solo se il soggetto che richiede il contributo ha aperto la sua attività dal 1° gennaio dello scorso anno, cioè dal 2019, viene a cadere il requisito del calo di fatturato.

Contributo, le cifre

La richiesta deve essere fatta tramite il sito dell'Agenzia delle Entrate, dove dal 15 giugno sarà avviata la procedura telematica. Di fatti occorrerà compilare online l'istanza tramite "Entratel" e "Fisconline" o entrando nell'area riservata del portale, quella definita "Fatture e Corrispettivi".

La domanda potrà essere presentata tramite un professionista abilitato (magari il proprio commercialista o il proprio Caf), oppure in autonomia collegandosi al sito dell'Agenzia ed autenticandosi con le credenziali di accesso ai servizi Fisconline, a quelli Entratel o tramite Spid (Sistema Pubblico di Identità digitale) e Cns (Carta nazionale dei servizi). Dal punto di vista degli importi, il contributo a fondo perduto spettante è calcolato in base alla differenza di fatturato (o corrispettivi) tra aprile 2019 ed aprile 2020.

I richiedenti riceveranno una cifra pari al 20% della differenza (a sfavore di aprile 2020 naturalmente) se si tratta di richiedenti con ricavi o compensi 2019 fino a 400.000 euro. La somma erogata sarà pari al 15% della differenza tra i due mesi di aprile, se i ricavi e i compensi dell'anno 2019 sono compresi tra i 400.000 e il milione di euro. Infine, il contributo a fondo perduto scende al 10% per richiedenti con ricavi e compensi sopra il milione e fino a cinque milioni di euro.

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