Il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo (Cipess) ha dato il via libera al rifinanziamento di 106 milioni di euro destinati all’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale. Questi fondi, previsti dal Decreto interministeriale Mims‑Mef n. 52 del 2022, sono cruciali per la realizzazione di opere infrastrutturali nei porti di Ancona, Ortona e Pesaro, nell'ambito del più ampio programma nazionale della portualità.
Il parere favorevole del Cipess riguarda lo schema di decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, che assegna le risorse del ‘Fondo per le infrastrutture portuali’.
Questo fondo è specificamente pensato per finanziare interventi strategici nei porti di rilevanza nazionale. Il programma complessivo prevede risorse per circa 357,6 milioni di euro, con i 106 milioni ripristinati che andranno a sostenere sette interventi chiave per la crescita del sistema portuale dell'Adriatico centrale.
Nel porto di Ancona, le risorse saranno impiegate per l’approfondimento dei fondali della banchina 26 e delle altre banchine commerciali, la demolizione parziale del molo Nord con la conseguente regolarizzazione dei fondali – un intervento fondamentale per migliorare la sicurezza del transito navale – e il banchinamento del molo Clementino, infrastruttura indispensabile per l’attracco di grandi navi da crociera e lo sviluppo del traffico.
Per il porto di Ortona, i fondi finanzieranno il potenziamento della banchina di Riva, la ristrutturazione del molo Martello e il potenziamento generale dello scalo. Infine, al porto di Pesaro, le risorse sono destinate alla realizzazione della vasca di colmata, opera preliminare e necessaria per il dragaggio dello scalo.
Prospettive di crescita e riforma portuale
Il presidente dell’Adsp del Mare Adriatico Centrale, Mirco Carloni, ha evidenziato le grandi prospettive di crescita degli scali di competenza, sottolineando la loro posizione strategica nell’Adriatico e nel Mediterraneo. Carloni ha rimarcato come la sinergia operativa tra i rappresentanti istituzionali e l’attenzione delle autorità regionali sia essenziale per procedere con la realizzazione di opere fondamentali per lo sviluppo del sistema portuale.
Il via libera del Cipess è, in questo contesto, un passo decisivo per sbloccare risorse considerate strategiche per i porti di Ancona, Ortona e Pesaro.
In un recente incontro ad Ancona con il cluster portuale e gli operatori del settore marittimo, il Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi, ha illustrato i principi della riforma dei porti. Questa riforma si fonda su tre pilastri principali: una governance più efficiente, una programmazione strategica nazionale e una forte semplificazione amministrativa. L’obiettivo dichiarato da Rixi è rendere i porti italiani più competitivi, attrarre investimenti e rafforzare il ruolo dell’Italia come piattaforma logistica del Mediterraneo.
Il ruolo dell'Autorità di sistema portuale
L’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale svolge un ruolo chiave nella gestione e nel coordinamento dei porti di Ancona, Ortona e Pesaro. L'ente promuove attivamente lo sviluppo infrastrutturale e logistico degli scali di sua competenza, occupandosi della pianificazione strategica e della realizzazione di interventi volti a migliorare la competitività e la sicurezza delle infrastrutture. Gli investimenti recentemente approvati si inseriscono in un più ampio programma di rilancio del sistema portuale nazionale, mirato a favorire la crescita economica e a consolidare la presenza dell’Italia nei traffici marittimi internazionali, rendendola più credibile sul piano internazionale per i traffici.