Fratelli d'Italia ha sollecitato la Regione Valle d'Aosta a cessare di considerare CVA come un "semplice bancomat". Il partito ha espresso soddisfazione per l'approvazione della norma di attuazione sulle concessioni idroelettriche, definendola un "passaggio fondamentale per restituire alla Valle d'Aosta maggiori strumenti decisionali nella gestione della propria principale risorsa energetica".

Il partito ha criticato la politica del Governo regionale, che continua a prelevare risorse da CVA, evidenziando un ulteriore prelievo di 75 milioni di euro dagli utili del 2025.

Con i dividendi distribuiti nei tre esercizi precedenti, la somma totale sottratta alla società negli ultimi quattro anni supera i 300 milioni di euro. FdI ha rimarcato che "non si può celebrare la possibilità di mantenere in mani valdostane le concessioni e, contemporaneamente, privare Cva della capacità finanziaria necessaria per difenderle".

Implicazioni e gestione delle risorse

Fratelli d'Italia ha avvertito che, qualora la trasformazione di CVA in una società in house non fosse fattibile, l'azienda sarebbe costretta a competere in gare con grandi operatori nazionali e internazionali. Ogni risorsa finanziaria sottratta oggi potrebbe dover essere recuperata in futuro attraverso linee di credito, finanziamenti o nuove emissioni obbligazionarie, generando costi aggiuntivi.

Il partito ha inoltre evidenziato che tali prelievi non sono impiegati per investimenti strategici o nuovi servizi, ma vanno ad accrescere gli avanzi di amministrazione della Regione, che negli ultimi quattro-cinque anni sono aumentati a causa di una presunta carenza di capacità programmatoria e amministrativa. Questa politica, secondo FdI, "sottrae risorse liquide e immediatamente disponibili a un'azienda strategica, per trasferirle in un bilancio regionale nel quale rischiano di rimanere inutilizzate".

I solidi risultati finanziari di CVA nel 2025

Nonostante le critiche politiche, il bilancio consolidato di CVA S.p.A. al 31 dicembre 2025, approvato dal Consiglio di amministrazione e in attesa dell'approvazione della Regione autonoma Valle d'Aosta, rivela un'azienda in ottima salute.

L'utile netto complessivo si attesta a 176,9 milioni di euro, con un dividendo proposto all'assemblea dei soci di 75 milioni di euro e un payout ratio del 42%. I ricavi hanno raggiunto 1 miliardo e 181,8 milioni di euro e l'EBITDA si è attestato a 357,4 milioni di euro. La posizione finanziaria netta ha mostrato un miglioramento, raggiungendo i 540 milioni di euro.

Nel corso del 2025, CVA ha effettuato investimenti significativi per 141 milioni di euro, di cui 61 milioni destinati allo sviluppo di impianti fotovoltaici ed eolici e 36 milioni al comparto idroelettrico. La produzione complessiva ha raggiunto i 3.261 GWh, con 2.759 GWh provenienti dall'idroelettrico e 503 GWh da fonti eoliche e fotovoltaiche.

Il presidente Giovanni Aliboni ha evidenziato come il bilancio confermi "la solidità del Gruppo e la sua capacità di creare valore economico, industriale e sociale". L'amministratore delegato Giuseppe Argirò ha ribadito l'impegno a proseguire gli investimenti per rafforzare la competitività di CVA e cogliere le opportunità offerte dalla transizione energetica.