Francesco Lollobrigida, ministro dell'Agricoltura, ha denunciato una criminalizzazione del vino, affermando con decisione che "non è un veleno". L'intervento è avvenuto durante l'evento 'Bar Italia', organizzato da Fratelli d'Italia presso lo stabilimento balneare Medusa Beach di San Benedetto del Tronto. Il ministro ha rimarcato il ruolo centrale del vino nella cultura italiana.

Lollobrigida ha evidenziato come "il bar, come la tavola, è un rito italiano riconosciuto", notando una diminuzione del consumo di vino e un aumento dei superalcolici in Italia.

Secondo il ministro, "grandi aziende industriali" promuoverebbero la criminalizzazione di un prodotto radicato nella tradizione nazionale. A sostegno della sua tesi, ha ricordato che "l'Italia è la prima nazione per longevità in Europa", aggiungendo: "Credo che il vino non sia un veleno. Questo è oggettivo altrimenti difficilmente avremmo avuto questo record".

Il vino: espressione di cultura e identità

In un'altra occasione istituzionale, Lollobrigida ha ribadito che ilvino è più di un alimento: rappresenta cultura, identità ed esperienza per l'Italia. Lo ha definito "uno straordinario ambasciatore della nostra Nazione", capace di raccontare storia, tradizioni e paesaggi dei territori. Il ministro ha criticato che per troppo tempo il vino sia stato "guardato con diffidenza, quando non addirittura criminalizzato", mentre l'attuale politica mira alla valorizzazione della filiera vitivinicola, considerata cruciale per lavoro, ambiente, tradizione e convivialità.

Sostegno e sviluppo del settore vitivinicolo

L'impegno del Ministero si concretizza nel rafforzamento del sostegno al comparto, con investimenti destinati alla filiera che hanno raggiunto livelli record. Lollobrigida ha citato le oltre 500 Città del Vino e le 530 Indicazioni Geografiche italiane quali motori di sviluppo e attrazione turistica. Ogni bottiglia, ha concluso il ministro, "è un invito a scoprire un territorio, una comunità, una storia". Investire sul vino significa "creare opportunità, lavoro e ricchezza diffusa", contribuendo alla valorizzazione dei borghi e delle aree interne del Paese, custodi di eccellenze.