L'estate in corso registra un aumento significativo nel consumo di frutta e verdura. Le pesche e le nettarine sono protagoniste, con vendite nei punti vendita Coop Alleanza 3.0 cresciute del 20% a volume. L'incremento è dovuto a una produzione abbondante e alla diminuzione dei prezzi, rendendoli più accessibili.

Anche albicocche e cocomeri hanno visto un aumento delle vendite del 10% (per i cocomeri il prezzo è cresciuto del 10%). Insalate (sfuse e confezionate), pomodori e verdura in generale hanno segnato un +8%. Un interessante scambio culturale nelle preferenze è evidente: in Puglia, le vendite di melone liscio mantovano Igp Fior Fiore Coop sono aumentate del 15%; in Friuli-Venezia Giulia e Veneto, prodotti tipici del Sud come Barattieri e Caroselli hanno mostrato incrementi a doppia cifra.

Prezzi ai produttori in calo e aumento delle importazioni

Il settore ortofrutticolo affronta un paradosso. Nonostante l'aumento delle vendite, i prezzi pagati ai produttori hanno subito una drastica riduzione (calo medio del 20% nell'ultimo anno, colpendo la frutta). I prezzi per pesche e nettarine sono diminuiti del 18% nella quarta settimana di luglio rispetto all'anno precedente. Contemporaneamente, le importazioni di frutta fresca sono aumentate del 9% in quantità nei primi quattro mesi dell'anno, con un picco del 44% per quella proveniente dall'Africa. Questa dinamica evidenzia crescenti pressioni sul mercato interno e sulla redditività delle imprese agricole.

Crisi climatica, costi e piano strategico per il settore

Il settore ortofrutticolo è colpito da una duplice crisi: climatica ed economica. Il caldo record riduce la disponibilità di frutta e verdura e rende invendibili parte dei raccolti. A ciò si aggiungono gli elevati costi di produzione (es. gasolio agricolo), che gravano sulle imprese. La Consulta ortofrutticola ha richiesto un piano strategico nazionale per l'ortofrutta. Le priorità includono l'accelerazione dell'innovazione tecnologica, la realizzazione di infrastrutture irrigue, la promozione di accordi di filiera più equi con la grande distribuzione e misure per abbattere i costi delle bollette e dei fertilizzanti. L'obiettivo è rafforzare la resilienza del settore e proteggere la produzione nazionale.