La Commissione europea dichiara "nessuna preoccupazione immediata" per l’approvvigionamento di gas nell’Ue per l'inverno. Gli stoccaggi di gas europei sono "vicini al 62%" della capacità.

Il ritmo di riempimento degli stoccaggi è più lento, ma procede in modo soddisfacente. L'Europa punta normalmente all'80% della capacità di stoccaggio, non al 100%. La situazione è stabile, nonostante la volatilità dei mercati dovuta al conflitto nello Stretto di Hormuz e alle ondate di calore nell'Ue.

Livelli di stoccaggio e dinamiche di mercato

Le riserve di gas europee sono al 61-62% della capacità, inferiore al 2021.

Con un ritmo di riempimento di 0,27 punti percentuali al giorno (inizio-metà agosto), si potrebbe raggiungere il 73% entro il primo ottobre. Tuttavia, per garantire riserve adeguate per l'inverno, sarà essenziale continuare a iniettare gas in autunno.

Il quadro regolatorio europeo fissa un obiettivo di riempimento del 90% (1 ottobre - 1 dicembre), con tolleranze fino al 10% (e 5% extra in condizioni difficili), valido fino al 2027. La Commissione europea considera l'80% sufficiente.

Contesto geopolitico e operativo

La situazione degli stoccaggi è influenzata dalla volatilità dei prezzi del gas (picchi il 18 agosto, massimo da gennaio 2023). Le tensioni geopolitiche nello Stretto di Hormuz incidono sui flussi globali di GNL.

La riduzione delle forniture di gas russo e la manutenzione norvegese limitano temporaneamente i flussi via gasdotto.

Nonostante le criticità, il gruppo di coordinamento sul gas si è riunito, con la prossima riunione a settembre e nessun incontro d’emergenza. L’Europa, rispetto al 2021, gode di maggiore capacità di rigassificazione, ampia offerta globale di GNL e maggiore penetrazione delle fonti rinnovabili. Questi fattori mitigano i rischi legati a stoccaggi inferiori.