Le Borse europee hanno mostrato un andamento positivo nella seduta del 3 settembre 2026, confermando il rialzo con l’apertura di Wall Street. Le rilevazioni diffuse da Milano alle ore 16:19 hanno evidenziato un mercato azionario in crescita e una contestuale diminuzione dei rendimenti dei titoli di Stato. Questo scenario si inserisce in un contesto di ridotte aspettative per un ulteriore aumento dei tassi di interesse nel mese corrente, alimentate da segnali di attenuazione delle pressioni inflazionistiche. Il quadro generale ha interessato diversi segmenti di mercato, includendo azioni, obbligazioni, materie prime e cambi, con l'euro in rafforzamento nei confronti del dollaro.

Rendimenti obbligazionari in calo e spread Btp-Bund a 81,7 punti base

Sul fronte del mercato obbligazionario, si è registrato un arretramento dei rendimenti dei bond governativi. Il titolo decennale italiano ha visto una diminuzione di 5 punti base, attestandosi al 4,16%. Un movimento analogo è stato osservato per l’Oat francese, che si è posizionato al 4,2%. Il Bund tedesco, invece, si è collocato al 3,34%. Di conseguenza, lo spread tra il Btp decennale italiano e il Bund è sceso a 81,7 punti base, un dato che riflette una più ampia tendenza alla riduzione dei rendimenti sovrani a livello europeo.

Questa dinamica sui titoli di Stato si inserisce in una fase in cui altre rilevazioni di mercato nel continente hanno segnalato un’attenuazione delle vendite globali sui bond.

Nella mattinata del 3 settembre 2026, l’indice paneuropeo STOXX 600 era in rialzo dello 0,2%, raggiungendo i 646,96 punti alle 08:10 GMT. Questo recupero è avvenuto dopo tre sedute consecutive in negativo, durante le quali l'indice aveva toccato un minimo mensile. Gli indici regionali hanno mostrato andamenti diversificati: il DAX tedesco ha registrato un aumento dello 0,1%, il mercato spagnolo un rialzo dello 0,5%, mentre il CAC 40 francese ha evidenziato un lieve calo dello 0,1%.

Petrolio in rialzo e gas sotto i 72 euro al megawattora

Per quanto riguarda il comparto delle materie prime, il prezzo del petrolio ha mantenuto un trend rialzista. Il Wti si è avvicinato alla soglia dei 92 dollari al barile, mentre il Brent ha superato i 96 dollari al barile.

Al contrario, il prezzo del gas ha mostrato debolezza, cedendo il 2,35% e scendendo a 71,9 euro al megawattora. Il contesto europeo relativo ai mercati delle materie prime ha evidenziato prezzi del greggio superiori ai 90 dollari al barile e rendimenti nell’area euro in flessione rispetto ai livelli elevati raggiunti in precedenza.

La recente volatilità dei mercati è stata collegata a diversi fattori, tra cui l'aumento dei prezzi del petrolio, i timori legati all'inflazione, il livello del debito pubblico e le aspettative di politiche monetarie più restrittive. Gli operatori seguono con attenzione questi sviluppi.