Coldiretti Basilicata ha espresso una ferma e decisa contestazione nei confronti del voto del Parlamento europeo relativo al CBAM, il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere, la cui approvazione è avvenuta in Plenaria. L'organizzazione agricola lucana, con una presa di posizione giunta da Potenza il 16 settembre 2026, ha denunciato apertamente quello che definisce un "inaccettabile tradimento" a danno degli agricoltori e dei cittadini europei. Secondo l'analisi di Coldiretti, questa decisione rischia di generare pesanti ripercussioni e turbative significative sul mercato dei fertilizzanti, con conseguenze dirette e immediate sui costi di produzione delle imprese agricole e, di riflesso, sulla spesa finale sostenuta dalle famiglie per l'acquisto dei prodotti alimentari.
La clausola di salvaguardia al centro della polemica
Il punto nevralgico e più controverso della critica avanzata da Coldiretti Basilicata riguarda specificamente la cancellazione della clausola di salvaguardia. Questa fondamentale disposizione avrebbe avuto lo scopo di consentire la sospensione dell'applicazione della misura in presenza di gravi e imprevedibili perturbazioni del mercato. L'eliminazione di tale clausola, a parere dell'organizzazione agricola, lascia di fatto le aziende agricole completamente sprovviste di adeguate tutele e strumenti di difesa, soprattutto nell'eventualità che il CBAM dovesse provocare un marcato e insostenibile aumento dei prezzi dei fertilizzanti, elemento cruciale per la produzione agricola.
L'organizzazione non manca di sottolineare la situazione già critica dell'agricoltura lucana, descritta come un settore già alle prese con un costante aumento dei costi di produzione, una persistente instabilità dei mercati e le notevoli difficoltà derivanti da un contesto internazionale sempre più complesso e imprevedibile. Questi elementi, strettamente correlati alla volatilità dei prezzi dell'energia e alle fluttuazioni delle quotazioni dei fertilizzanti, incidono già in maniera significativa e negativa sui bilanci delle imprese agricole della regione. Un ulteriore e ipotetico rincaro del costo dei concimi, avverte con preoccupazione Coldiretti Basilicata, comprometterebbe ulteriormente la sostenibilità economica delle aziende e farebbe inevitabilmente lievitare i costi lungo l'intera filiera agroalimentare.
La conseguenza più temuta, secondo la valutazione di Coldiretti, rischia di concretizzarsi in una vera e propria nuova tassa indiretta che graverebbe pesantemente sulle produzioni agricole e, in ultima analisi, si tradurrebbe in un ulteriore aggravio per la spesa delle famiglie italiane.
Il confronto con la posizione del Consiglio europeo
La decisione adottata dal Parlamento europeo viene inoltre posta in un netto contrasto con la posizione precedentemente assunta dal Consiglio europeo nel mese di giugno. Quest'ultima, sebbene prevedesse condizioni definite estremamente restrittive per la sua effettiva attivazione, aveva comunque adottato un approccio che si discostava significativamente da quello attuale del Parlamento.
Tale differenza di vedute, per Coldiretti Basilicata, suggerisce una maggiore cautela e una diversa sensibilità rispetto alle potenziali ricadute sul settore agricolo, evidenziando una discordanza che penalizza ulteriormente le imprese e i produttori.