Coldiretti Sardegna ha espresso una ferma denuncia da Cagliari, il 30 settembre 2026, riguardo la decisione dell'Unione Europea di mantenere la zona di restrizione di 20 chilometri attorno a Samugheo, imposta a causa della dermatite bovina. Questa misura, cruciale nella gestione sanitaria della malattia, implica un blocco significativo per l'area e rimane al centro delle pressanti richieste avanzate dagli allevatori sardi, intensificatesi dopo la mobilitazione di Olbia del 25 settembre 2026.

L'associazione agricola contesta con forza questa prospettiva, ritenendola inaccettabile nonostante l'evoluzione della situazione sanitaria e le numerose istanze emerse dalla protesta degli allevatori.

Battista Cualbu e Luca Saba, rispettivamente presidente e direttore di Coldiretti Sardegna, hanno dichiarato che tale provvedimento "tiene in ostaggio l'intero settore bovino sardo", collegando direttamente la conferma delle restrizioni alle richieste presentate ai tavoli decisionali europei.

Le richieste urgenti: declassamento, sorveglianza e ristori

Coldiretti Sardegna ha avanzato precise richieste per affrontare la crisi. L'associazione chiede il declassamento della malattia, una significativa riduzione della zona di sorveglianza e l'attivazione immediata degli 11 milioni di euro già disponibili. Queste risorse sono identificate come essenziali per compensare gli allevatori per le mancate movimentazioni degli animali e per gli abbattimenti resi necessari.

Coldiretti ha inoltre richiamato l'attenzione sulle procedure già adottate con successo lo scorso anno, volte a garantire liquidità alle imprese agricole che avevano subito danni economici e sostenuto costi elevati per la gestione degli animali.

Cualbu e Saba hanno sottolineato la grave condizione delle aziende bovine sarde, evidenziando come gli allevatori abbiano un disperato bisogno di risposte concrete. Da mesi, infatti, essi affrontano costi operativi sempre crescenti, aggravati dalle restrizioni. Il blocco continuo delle movimentazioni ha un impatto devastante sui contratti in essere, rendendo impossibile la programmazione di nuove vendite e compromettendo la stabilità economica delle imprese.

L'associazione ha ribadito che gli allevatori hanno diligentemente vaccinato i propri animali e hanno rispettato tutte le prescrizioni e le limitazioni imposte, dimostrando un impegno costante nella lotta alla malattia.

La mobilitazione degli allevatori a Olbia

Il 25 settembre 2026, centinaia di allevatori sardi, tutti aderenti a Coldiretti, hanno partecipato a un imponente corteo di protesta a Olbia. La manifestazione è stata organizzata per contestare le restrizioni e i blocchi alla movimentazione dei bovini, direttamente collegati alla diffusione della dermatite bovina. Il corteo ha attraversato la via principale della città, culminando al porto Isola Bianca, simbolo di un'economia marittima e commerciale che risente delle difficoltà del settore primario. La mobilitazione ha rappresentato un chiaro segnale della frustrazione e della determinazione degli allevatori nel chiedere interventi risolutivi.