Le nuove concessioni balneari, la cui assegnazione è al centro di un rinnovato quadro normativo, avranno una durata definita, compresa tra un minimo di cinque e un massimo di venti anni. Questa importante previsione è contenuta in una bozza del bando-tipo nazionale, elaborata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) e presentata ufficialmente alla Conferenza unificata. Il documento, reso noto a Roma il 30 settembre 2026 e ancora suscettibile di modifiche e integrazioni, delinea le procedure per l'affidamento delle concessioni demaniali e si propone come un modello di riferimento essenziale per tutte le stazioni appaltanti coinvolte.
Il testo proposto si inserisce in un contesto legislativo più ampio, collegandosi direttamente al decreto legge dell’11 marzo 2026. L'obiettivo primario di questa iniziativa è promuovere condizioni omogenee di affidamento delle concessioni demaniali su tutto il territorio nazionale, superando le attuali frammentazioni e disomogeneità procedurali. La bozza disciplina in modo dettagliato diversi aspetti cruciali: dall'avvio delle procedure di gara alla determinazione della durata dei nuovi titoli concessori, dalla garanzia della continuità dei servizi essenziali durante le fasi di transizione fino alle modalità di passaggio e subentro tra il concessionario uscente e il nuovo aggiudicatario.
Tempi delle gare e continuità dei servizi garantita
Le procedure di gara per l'assegnazione delle concessioni dovranno essere avviate con la pubblicazione di un bando pubblico almeno sei mesi prima della scadenza naturale dei titoli concessori attualmente in vigore. Il termine ultimo e perentorio indicato per l’avvio effettivo di tali procedure è comunque fissato al 30 giugno 2027. Un aspetto fondamentale sottolineato dalla bozza è la necessità di garantire la continuità dei servizi offerti durante tutto lo svolgimento delle gare. In questo periodo transitorio, i titoli concessori già in essere continueranno a produrre i loro effetti giuridici e operativi fino al momento del subentro effettivo da parte del nuovo concessionario, assicurando così l'assenza di interruzioni nell'offerta dei servizi.
La bozza del bando-tipo affronta inoltre la delicata questione degli indennizzi per il concessionario uscente, prevedendo meccanismi volti a tutelare gli investimenti pregressi e a facilitare una transizione equa. Parallelamente, introduce specifici limiti alla concentrazione delle licenze, con l'intento di favorire una maggiore pluralità di operatori e prevenire posizioni dominanti. Tutti questi elementi costituiscono parte integrante del modello nazionale, concepito per uniformare le procedure che gli enti concedenti dovranno seguire, eliminando così la discrezionalità e le disparità nelle regole di predisposizione dei bandi a livello locale.
Il quadro normativo di riferimento
Il percorso che ha portato alla definizione di questo bando-tipo si inserisce in un quadro normativo complesso e articolato, che riguarda specificamente le concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali destinate a finalità turistico-ricreative.
Il confronto sullo schema di bando era stato precedentemente avviato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in collaborazione con gli enti territoriali e le associazioni di categoria, a seguito di anni di proroghe e rinvii che hanno caratterizzato l'applicazione delle procedure selettive per l'assegnazione dei titoli concessori.
La cornice giuridica europea di riferimento per questa complessa materia è l'articolo 12 della Direttiva 2006/123/CE. Tale norma comunitaria stabilisce chiaramente la necessità di applicare una procedura di selezione imparziale e trasparente tra i candidati potenziali ogni qualvolta il numero delle autorizzazioni disponibili sia limitato a causa della scarsità delle risorse naturali o delle necess