Un allarme sulle potenziali asimmetrie competitive generate dalla proposta di riforma dell’artigianato è stato lanciato da Confindustria Basilicata. Il presidente Francesco D’Alema, intervenuto a Potenza il 30 settembre 2026, ha espresso preoccupazioni sull'estensione dei limiti per le imprese artigiane. L'ampliamento della soglia fino a 49 addetti potrebbe creare nuove differenze competitive tra aziende operanti negli stessi mercati. Questa posizione si inserisce nell'allerta già manifestata a livello nazionale da Confindustria, tramite il vicepresidente Francesco Somma e il presidente della Piccola Industria, Fausto Bianchi, riguardo alle possibili ricadute della riforma in Basilicata.

Pur riconoscendo l'obiettivo di modernizzare il quadro normativo per l'impresa artigiana, settore importante per l'economia lucana, D’Alema ha chiesto cautela sul perimetro dell’intervento. La preoccupazione di Confindustria Basilicata riguarda la possibilità che imprese con attività analoga operino con regimi normativi diversi. Il presidente ha quindi sollecitato il Governo a quantificare gli effetti della riforma su territori, finanza pubblica, costo del lavoro e concorrenza tra imprese.

La soglia dei 49 addetti: un potenziale squilibrio

Il fulcro delle osservazioni di D’Alema si concentra sull'ampliamento del perimetro dell’artigianato, in particolare sull'innalzamento della soglia dimensionale fino a 49 addetti.

Questa modifica è vista come un elemento capace di incidere sui rapporti di mercato tra imprese che, pur operando negli stessi settori, potrebbero competere con regole diverse. La richiesta non mette in discussione il ruolo dell'artigianato, ma mira a una rigorosa verifica delle conseguenze derivanti dall’estensione di un regime normativo, storicamente pensato per realtà più contenute, a imprese di dimensioni più rilevanti rispetto all’impianto originario.

Per Confindustria Basilicata, la concorrenza dovrebbe fondarsi su produttività, qualità, innovazione, investimenti e competenze. D’Alema ha, inoltre, evidenziato il rischio che il costo del lavoro possa trasformarsi in uno strumento di competizione tra diverse forme d’impresa.

Il comunicato sintetizza il punto critico con l'espressione: «nuove asimmetrie competitive tra imprese che operano sugli stessi mercati».

Il dibattito nazionale e le posizioni di Confindustria

Il dibattito sulla riforma ha trovato eco anche a livello nazionale. Fausto Bianchi, presidente della Piccola Industria e vicepresidente di Confindustria, è intervenuto il 28 settembre 2026, sollecitando che la discussione si mantenga sul merito delle questioni sollevate. La posizione della Piccola Industria evidenzia come la riforma sia strettamente collegata a due profili: la competitività del sistema produttivo e...