Potenza, 29 settembre 2026 – L’assessore regionale allo Sviluppo economico della Basilicata, Francesco Cupparo, esponente di Forza Italia, è intervenuto per commentare l’intesa raggiunta per la reindustrializzazione delle ex aziende Pmc e Brose. Queste realtà produttive, precedentemente parte integrante dell’indotto Stellantis di Melfi, in provincia di Potenza, sono state al centro di una complessa vertenza. Il commento dell’assessore, diffuso attraverso l’ufficio stampa della Giunta lucana, giunge dopo la firma dell’accordo che ha posto fine alla disputa.

Cupparo ha voluto sottolineare la portata di questo passaggio, affermando con chiarezza: “Oggi si chiude una vertenza; ora deve cominciare una nuova storia industriale per la Basilicata”. Questa dichiarazione enfatizza non solo la risoluzione di una crisi, ma anche l’apertura di un capitolo strategico per l’economia regionale.

La riconversione industriale e la strategia di diversificazione regionale

Nel suo intervento, l’assessore Cupparo ha ribadito con forza la necessità impellente di affiancare al settore automotive, storicamente predominante, nuove e concrete opportunità sia sul fronte produttivo che su quello occupazionale per l’intera regione. Il caso specifico delle ex Pmc e Brose è stato, infatti, inserito in un contesto più ampio e strategico, quello della struttura industriale regionale.

Cupparo ha evidenziato l’urgenza di una maggiore diversificazione, al fine di ridurre la forte dipendenza economica dal comparto automobilistico e costruire un tessuto produttivo più resiliente e variegato. L’accordo siglato, pur rappresentando un momento cruciale, è stato descritto dall’assessore come un passaggio intermedio e non definitivo: “La firma dell'accordo è un punto di svolta, ma non un punto di arrivo”. Questo sottolinea la consapevolezza che il percorso di rilancio richiede ulteriori sforzi e impegni.

La fase successiva all’intesa, ha spiegato l’assessore, sarà interamente dedicata all’accelerazione delle autorizzazioni e all’espletamento di tutti gli adempimenti burocratici indispensabili per rendere pienamente e rapidamente operativo il nuovo insediamento produttivo.

L’obiettivo primario e irrinunciabile è garantire che i lavoratori coinvolti in questa lunga vertenza possano rientrare nel proprio luogo di lavoro nel più breve tempo possibile, ristabilendo così la piena occupazione. In questo percorso delicato e fondamentale, la Regione Basilicata ha confermato il proprio impegno attivo e costante nel consolidamento della soluzione industriale individuata e nel completamento di tutti i passaggi necessari che seguiranno la firma dell’accordo.

Sinergie istituzionali e il contributo essenziale delle parti coinvolte

Cupparo ha collegato l’accordo raggiunto alla chiusura di un anno particolarmente difficile e gravoso per i lavoratori interessati, segnando al contempo l’inizio di una fase che promette continuità occupazionale e un rilancio produttivo significativo per il territorio.

L’assessore ha voluto riconoscere esplicitamente il lavoro istituzionale meticoloso e costante svolto dagli uffici del Dipartimento Sviluppo Economico della Regione Basilicata, che hanno seguito l’intera vertenza fino alla sua positiva risoluzione. Ha inoltre evidenziato la collaborazione consolidata negli anni con Stellantis, la quale ha contribuito in modo sostanziale mettendo a disposizione gratuitamente il capannone in comodato d’uso per il nuovo investitore, un gesto che ha facilitato in maniera decisiva l’intera operazione di reindustrializzazione.

Tra i soggetti che hanno contribuito attivamente e in modo determinante alla soluzione della vertenza, Cupparo ha menzionato le organizzazioni sindacali e ConfindB, riconoscendo il loro ruolo fondamentale nel processo negoziale e nella costruzione dell’intesa.

Questo approccio sinergico e collaborativo tra istituzioni, grandi imprese, rappresentanze dei lavoratori e associazioni di categoria è stato, a suo dire, determinante per superare le complessità della vertenza e aprire nuove e concrete prospettive per il futuro economico e occupazionale del territorio lucano.