A Potenza, il 14 settembre 2026, Federmoda-Confcommercio Potenza ha tracciato un bilancio decisamente negativo per i saldi estivi in Basilicata. L’associazione ha evidenziato vendite non soddisfacenti e una consistente quantità di merce invenduta nei magazzini. Questo scenario si è delineato dopo una partenza incoraggiante a luglio, seguita da un progressivo rallentamento nelle settimane successive. Il quadro critico riguarda specificamente il commercio di prossimità e non è attribuibile unicamente all’andamento delle promozioni stagionali.

Il Bilancio dei Saldi Estivi e l'Invenduto Persistente

Antonio Sorrentino, referente di Federmoda-Confcommercio Potenza, ha sottolineato il mancato impatto degli sconti applicati nella fase finale della stagione. Sorrentino ha dichiarato: “Il tentativo di abbassare ulteriormente la soglia degli sconti, anche oltre il 50%, da parte di diversi esercenti nella cosiddetta 'coda' della stagione dei saldi non sembra aver dato i risultati sperati. I magazzini continuano ad avere una notevole consistenza di invenduto, mentre gli incassi, generalmente, non possono essere definiti soddisfacenti”. Questo dato sugli sconti significativi, che hanno superato il 50%, riguarda numerosi esercenti e conferma la presenza di giacenze ancora rilevanti nei punti vendita della regione.

Il Calo del Potere d'Acquisto delle Famiglie Lucane

La principale problematica individuata da Federmoda è il calo del potere d’acquisto delle famiglie lucane. Sorrentino ha collegato direttamente questo fattore alla fase di riapertura delle scuole, affermando: “È il potere di acquisto delle famiglie lucane a essere in calo, e questo emerge ancora più chiaramente con la riapertura delle scuole”. Questa osservazione evidenzia come la capacità di spesa dei consumatori sia diminuita proprio nel periodo conclusivo della stagione dei saldi estivi, influenzando negativamente i consumi.

Sfide per il Commercio di Prossimità e l'Appello di Federmoda

Alle già citate difficoltà legate ai consumi si sommano, per i negozi, oneri significativi quali i costi di gestione, l’energia e gli affitti.

Federmoda ha inoltre evidenziato come margini ridotti e la crescente concorrenza delle piattaforme online siano ulteriori elementi che gravano pesantemente sull’attività degli esercizi commerciali. Nel bilancio complessivo dell’associazione, la tutela del commercio di prossimità assume un ruolo cruciale, in quanto salvaguarda non solo le imprese e il lavoro, ma anche la disponibilità di servizi essenziali e la vitalità stessa delle città e dei piccoli centri. L’appello di Federmoda resta dunque strettamente connesso alla situazione dei negozi che si trovano ad affrontare la fine dei saldi con una considerevole quantità di merce invenduta e incassi giudicati insoddisfacenti.

Federazione Moda Italia, che aderisce a Confcommercio, rappresenta le imprese del settore.