A Milano, il 23 settembre 2026, si è tenuto un importante confronto sulla Dop Economy e sulle strategie per produrre in Italia e competere efficacemente sui mercati internazionali. L’incontro, organizzato da Lactalis, ha avuto luogo in occasione della presentazione del volume “La filosofia della Dop Economy” di Mauro Rosati, riunendo rappresentanti di istituzioni, imprese e mondo accademico. Al centro del dibattito, il valore delle produzioni italiane, con particolare enfasi sulla qualità intrinseca, sull’identità territoriale e sulla capacità di esportare prodotti che esprimono il meglio dei territori.
Giovanni Pomella, CEO del gruppo Lactalis Italia, ha sottolineato come la crescita del settore nasca dalla creazione di sinergie tra filiere DOP e non DOP. Nel suo intervento, Pomella ha chiarito che DOP e grandi marche non sono alternative, ma piuttosto “due motori della stessa crescita”. L’obiettivo è integrare le radici locali con una forte presenza internazionale, generando valore lungo l’intera filiera produttiva. Ha ribadito l’impegno del gruppo a “crescere insieme, valorizzando territori, denominazioni e grandi marche italiane”. Il CEO ha inoltre evidenziato la costante crescita del settore lattiero-caseario negli ultimi quindici anni, superiore al 10%, e ha ricordato il ruolo di leadership dell’Italia come secondo Paese esportatore a livello mondiale.
Il peso economico delle produzioni certificate
Il dibattito ha posto in risalto il significativo peso della Dop Economy all’interno dell’economia italiana. Mauro Rosati, direttore della Fondazione Qualivita e autore del libro presentato, ha descritto la Dop Economy come una componente fondamentale del sistema produttivo nazionale. Questo settore strategico coinvolge quasi 200mila imprese, impiega circa 900mila addetti e genera un valore produttivo che si avvicina ai 22 miliardi di euro. A completare il quadro, Massimiliano Bruni, professore allo IULM, ha evidenziato la stretta correlazione tra il riconoscimento delle DOP sui mercati esteri e il concetto di autenticità, un fattore chiave per il successo internazionale dei prodotti italiani.
All’incontro hanno preso parte anche figure di spicco come Federico Fubini, vicedirettore del Corriere della Sera, e Alessandro Beduschi, assessore lombardo all’Agricoltura. La presenza congiunta di esponenti istituzionali, imprenditoriali e accademici ha permesso di approfondire il tema delle denominazioni, inserendolo nel contesto più ampio del rapporto tra filiere produttive, imprese e mercati globali. Questo approccio ha permesso di non disgiungere il valore produttivo intrinseco dei prodotti dalla loro imprescindibile provenienza territoriale.
Il volume al centro del dibattito
L’evento ha rappresentato un’occasione per presentare e discutere i contenuti del volume “La filosofia della Dop Economy” di Mauro Rosati.
Il libro offre una prospettiva approfondita sul sistema agroalimentare italiano, evidenziando il ruolo cruciale delle Indicazioni Geografiche come strumenti capaci di connettere economia, territorio, cultura e istituzioni. Le DOP e IGP sono state riconosciute come un autentico patrimonio produttivo e culturale del Paese, elementi distintivi che rafforzano il Made in Italy nel mondo. L’appuntamento si è svolto presso l’Auditorium Lactalis, consolidando il ruolo dell’azienda nel promuovere il dialogo su questi temi cruciali per il futuro dell’agroalimentare italiano.