L'associazione dei consumatori Adiconsum Sardegna ha espresso un giudizio favorevole, in data 28 settembre 2026 a Cagliari, riguardo la decisione di Eni, prontamente seguita da IP, di applicare un tetto massimo ai prezzi di benzina e gasolio. La posizione dell'associazione si articola su due fronti principali: da un lato, il riconoscimento del beneficio immediato che tale misura può apportare a chi utilizza quotidianamente l'automobile e, più in generale, alle attività economiche; dall'altro, una ferma critica sui livelli dei prezzi, considerati ancora eccessivamente elevati nonostante l'introduzione del calmieramento.
Il presidente di Adiconsum Sardegna, Giorgio Vargiu, ha sottolineato come il price cap rappresenti un intervento positivo, in quanto ogni riduzione del costo dei carburanti si traduce in un impatto diretto e tangibile a favore di famiglie, lavoratori e imprese. Secondo l'analisi dell'associazione, l'iniziativa di un operatore di grande calibro come Eni ha il potenziale di stimolare altri attori del mercato a intraprendere la medesima strada, favorendo così una maggiore pressione concorrenziale in un settore che, a detta di Adiconsum, mostra evidenti carenze sotto questo profilo.
I dati rilevati in Sardegna e il paradosso dei prezzi
Per la regione Sardegna, la questione dei prezzi dei carburanti assume una rilevanza particolare.
In data 27 settembre, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) registrava nell'Isola, per la modalità self-service, un prezzo medio di 2,168 euro al litro per la benzina e di 2,398 euro al litro per il gasolio. Con l'applicazione dei nuovi sconti, il risparmio effettivo indicato da Adiconsum Sardegna si attesta rispettivamente a 17,8 centesimi al litro per la benzina e a 20,8 centesimi al litro per il gasolio, cifre che, pur rappresentando un alleggerimento, non risolvono la problematica di fondo.
Vargiu ha evidenziato con forza il punto più critico della valutazione dell'associazione, definendolo un vero e proprio paradosso che dovrebbe indurre a una riflessione collettiva: “Stiamo esultando perché benzina e gasolio potranno essere venduti rispettivamente intorno ai 2 e ai 2,20 euro al litro”.
Per Adiconsum Sardegna, il tetto massimo, sebbene sia un intervento favorevole, non deve in alcun modo normalizzare o far considerare ordinari prezzi che l'associazione giudica ampiamente fuori scala rispetto al contesto economico e storico recente.
Il nodo dei margini e la necessità di controlli sulla filiera
Adiconsum Sardegna collega direttamente la riduzione dei prezzi applicata dalle compagnie alla pressante necessità di condurre verifiche approfondite su come si forma il prezzo finale lungo l'intera filiera di distribuzione. L'associazione sostiene con convinzione che il fenomeno del caro-carburanti non possa essere attribuito esclusivamente all'andamento delle quotazioni internazionali del petrolio.
La dimostrata capacità di comprimere i prezzi, senza compromettere l'equilibrio economico degli operatori, viene interpretata come un chiaro segnale dell'esistenza di margini di manovra. Questo elemento rafforza la richiesta di maggiore trasparenza e di un intervento più incisivo da parte delle autorità competenti per fare chiarezza sulla formazione dei prezzi e contrastare eventuali fenomeni speculativi, a tutela dei consumatori e della leale concorrenza.