Si è conclusa a Scerni la prima vendemmia sperimentale di vitigni Piwi in Abruzzo, varietà selezionate per la loro capacità di resistere alle principali malattie fungine della vite. Le uve, raccolte a partire dal 29 luglio presso l’azienda agraria dell’Istituto tecnico agrario Cosimo Ridolfi, sono state destinate alla microvinificazione. Questa iniziativa rientra in un progetto promosso e finanziato dal 2024 dal Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo, con l'obiettivo di esplorare nuove frontiere per la viticoltura regionale.
Il vigneto sperimentale ospita un totale di 18 varietà resistenti.
Tra queste, spiccano nomi come Bronner, Fleurtai, Johanniter, Solaris, Sauvignier Gris, Cabernet Eidos, Pinot Regina, Sevar, Termantis e Volturnis. L'impegno principale del progetto è valutare nel corso del tempo l’adattamento di queste cultivar al territorio abruzzese, le loro caratteristiche produttive e il loro potenziale enologico, fornendo dati cruciali per il futuro del settore.
Microvinificazioni e monitoraggio agronomico
Questa vendemmia, che segna il terzo anno dall’impianto del vigneto, apre una fase significativa della ricerca. I vini derivanti dalle microvinificazioni saranno attentamente confrontati con i dati agronomici e fitosanitari raccolti durante l'intera stagione. Il monitoraggio, condotto dall’agronomo Fausto Cimini, ha previsto un'osservazione settimanale di dieci piante per ciascuna cultivar, seguendone lo sviluppo dal germogliamento fino alla piena maturazione.
Un aspetto fondamentale del controllo tecnico ha riguardato la risposta delle piante a patologie come la peronospora e l'oidio. La relazione tecnica ha evidenziato che tutte le piante monitorate hanno dimostrato una completa resistenza a queste due malattie. Alessandro Nicodemi, presidente del Consorzio, ha sottolineato come l'adozione dei vitigni resistenti rappresenti non solo una sfida enologica, ma anche un percorso verso una maggiore sostenibilità. L'identificazione dei genotipi più idonei richiederà anni di osservazioni e almeno tre cicli di microvinificazioni.
Il ruolo del progetto nella viticoltura abruzzese
Il progetto vede la partecipazione attiva di diversi enti e associazioni, tra cui, oltre al Consorzio e all’Istituto Ridolfi-Zimarino, anche Vivai Cooperativi Rauscedo, CIVIT, Assoenologi Abruzzo-Molise, gli ordini professionali di agronomi e forestali e il Collegio dei periti agrari.
La sperimentazione è concepita per un orizzonte temporale di almeno 5-6 anni. Al termine di questo periodo, per le varietà che si dimostreranno più idonee, potrà essere valutata la richiesta di iscrizione nell’Elenco regionale delle varietà di vite autorizzate in Abruzzo, segnando un potenziale passo avanti per l'innovazione viticola della regione.