Il Tribunale di Civitavecchia ha assolto il 2 ottobre 2026 tutti i 14 imputati nel procedimento sul crac di Alitalia. La sentenza riguarda figure di spicco come gli ex amministratori delegati Silvano Cassano, Luca Cordero di Montezemolo e Mark Cramer Ball, oltre all'ex amministratore delegato di Etihad, James Hogan. Questa decisione pone fine a una complessa vicenda giudiziaria.

Le assoluzioni sono state pronunciate con la formula “il fatto non sussiste” per la maggior parte degli imputati, mentre per altri è stata riconosciuta l'intervenuta prescrizione.

Le accuse coprivano il periodo tra il 2014 e il febbraio 2017, ipotizzando bancarotta fraudolenta aggravata e reati societari. La tesi accusatoria indicava il mantenimento in vita di Alitalia tramite false plusvalenze, con bilanci presentati come più ricchi del reale. Tale ricostruzione, tuttavia, non ha trovato conferma nel processo, culminato nell'assoluzione di tutti gli imputati.

Gli imputati e le contestazioni

Nel procedimento erano coinvolti ex amministratori e sindaci di Alitalia. Oltre a Montezemolo, Cassano e Cramer Ball, tra gli assolti figura anche l'ex Cfo Duncan Naysmith. Le responsabilità sono state escluse anche per la società Alitalia Sai, dichiarata insolvente nel 2017 e ammessa alla procedura di Amministrazione Straordinaria.

Le contestazioni si concentravano sulla gestione della compagnia aerea negli anni dal 2014 al 2017. Il procedimento ha esaminato profili di natura societaria, economica e contabile legati alle ipotesi di bancarotta fraudolenta e agli altri reati societari contestati. Il Tribunale ha fissato in 90 giorni il termine per il deposito delle motivazioni della sentenza.

Il focus su Carlo Rosati

Tra gli assolti vi è anche il manager Carlo Rosati, che ha ricoperto incarichi in aziende marchigiane. Rosati era chiamato a rispondere di due contestazioni di bancarotta. Il suo collegio difensivo era composto dall'avvocato Saverio Sabatini, dal consulente tecnico Dottor Camillo Catana Vallemani e dall'avvocato Oliviero De Carolis.

Due di questi professionisti, Sabatini e Catana Vallemani, sono anconetani.

Il procedimento ha richiesto attività difensive approfondite su questioni giuridiche, societarie ed economico-contabili. Il successo della difesa evidenzia il lavoro meticoloso svolto dal suo team legale.