Il settore dell’auto si conferma il comparto più penalizzato in Borsa a livello europeo dall’inizio dell’anno. Il 3 ottobre 2026, i listini europei mostrano un quadro chiaro: l’indice Stoxx auto registra una significativa flessione del 21,05%, in netto contrasto con il rialzo del 6,61% dell’indice generale Stoxx 600. Questo posiziona l’automotive saldamente in fondo alla classifica settoriale europea, evidenziando una performance negativa ben più marcata rispetto a tutti gli altri comparti.
Anche il lusso mostra un andamento debole, con un calo del 17,61% che lo colloca tra i settori in difficoltà.
Sul versante opposto, l’energia, trainata principalmente dal petrolio, spicca con un rialzo del 35,24%, occupando la prima posizione tra i settori in progresso. Seguono la tecnologia, in aumento del 27,62%, le materie prime, con un progresso del 21,86%, e il comparto bancario, che segna un rialzo del 14,58% dall’inizio dell’anno, a testimonianza di una ripresa in diversi ambiti economici.
I titoli automobilistici più colpiti in Borsa
Tra i costruttori automobilistici europei, la performance è stata particolarmente negativa per diversi giganti del settore. Stellantis ha registrato un forte calo del 58,96%, mentre BMW ha subito una flessione del 41,68%. Anche Volkswagen ha perso il 34,83%, Mercedes il 33,87% e Renault ha arretrato del 30,32%.
Questi dati evidenziano una debolezza diffusa tra i principali gruppi dell’auto europea quotati in Borsa, riflettendo le sfide che il settore sta affrontando.
All’interno del comparto, tuttavia, alcune realtà hanno mostrato una maggiore resilienza. Porsche ha limitato il calo al 5,74%, mentre Ferrari si è mantenuta in territorio positivo con un apprezzabile rialzo del 7,78%. Anche il segmento dei pneumatici e della componentistica ha registrato andamenti favorevoli: Pirelli è salita del 13,89%, Michelin del 16,64% e Valeo del 21,14%. Questo confronto interno al settore sottolinea come le dinamiche di mercato stiano premiando in modo differenziato costruttori, produttori di pneumatici e società della componentistica.
Utility, telecomunicazioni e assicurazioni: variazioni contenute
Le utility hanno registrato movimenti più contenuti, con un rialzo complessivo dell’8,25%. All’interno di questo gruppo, si osservano andamenti misti: colossi elettrici come Enel hanno arretrato dello 0,88% dall’inizio dell’anno, mentre E.On ha segnato un aumento del 5,55%. Tra le società della distribuzione, Snam ha perso lo 0,74% e Italgas il 13,23%, mentre Terna ha guadagnato l’1,1%.
Variazioni altrettanto contenute emergono nel settore delle telecomunicazioni, che ha registrato un aumento del 7,73%, e in quello delle assicurazioni, in progresso del 2,39%. Questi comparti si collocano in una fascia intermedia, lontani sia dalla profonda flessione sperimentata dall’auto sia dai rialzi più marcati osservati nei settori dell’energia, della tecnologia, delle materie prime e delle banche, delineando un quadro di stabilità relativa.
Il comparto del lusso in flessione
Il settore del lusso, come anticipato, ha continuato a mostrare un andamento negativo, con una flessione complessiva del 17,61%. Questo dato lo posiziona tra i comparti più in difficoltà del mercato europeo, sebbene con un calo meno accentuato rispetto all'automotive. La performance del lusso riflette una fase di cautela per i beni di alta gamma, in contrasto con la vitalità di altri settori.