Il presidente di Confindustria Nautica, Piero Formenti, è intervenuto il 3 ottobre 2026 al 66° Salone Nautico Internazionale di Genova, in occasione della presentazione dello studio Yachting tourism and economic contribution, realizzato da Deloitte in collaborazione con Confindustria Nautica. Al centro del dibattito, la limitata disponibilità di posti barca per le unità di grandi dimensioni: "Solo il 2% dei posti barca italiani è destinato a superyacht oltre i 24 metri".
Formenti ha evidenziato la concentrazione territoriale di questa capacità, con Liguria e Toscana che accolgono circa la metà dei posti disponibili per i superyacht.
Nel suo intervento, ha collegato questo dato alla necessità di completare la rete infrastrutturale nel Mezzogiorno e di riqualificare gli spazi portuali esistenti. Ha inoltre sottolineato l'importanza di una rimodulazione e un adeguamento di tali spazi alle esigenze del mercato, con la creazione di strutture di livello superiore.
Il nodo dei porti e delle infrastrutture per i superyacht
Riguardo agli interventi richiesti, il presidente di Confindustria Nautica ha richiamato l'attenzione sul ruolo del governo e sui provvedimenti normativi in fase di esame. "Auspichiamo un intervento del governo e l'approvazione dei provvedimenti normativi in corso di esame", ha dichiarato. Questo riferimento riguarda il quadro delle infrastrutture e degli spazi portuali, considerati elementi cruciali per la capacità di accoglienza delle unità di maggiori dimensioni.
Formenti ha definito il segmento dei superyacht come un'eccellenza del Made in Italy e un settore in cui l'Italia detiene una leadership mondiale. Ha collegato questa posizione di prestigio alla presenza di una rete infrastrutturale moderna e all'integrazione con l'offerta turistica e territoriale. Il tema, quindi, non riguarda solo i posti barca disponibili, ma anche la stretta relazione tra portualità, turismo e sviluppo del territorio.
Regole, demanio e filiera nautica: un quadro integrato
Analizzando le condizioni operative del settore, Formenti ha sottolineato il ruolo del decisore pubblico, indicando diversi ambiti interconnessi: la regolamentazione normativa, la politica industriale, la gestione del demanio e degli spazi demaniali, e le attività dei corpi militari. Questi elementi sono stati presentati come componenti di un unico quadro strategico per la nautica.