Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha annunciato ad Ancona, il 2 ottobre 2026, l'elevato livello di adesione della rete italiana di distribuzione carburanti al price cap. A margine di un evento di Confindustria, Urso ha dichiarato che "in pochi giorni quasi 10.000 stazioni di rifornimento hanno applicato il price cap". Questo dato, che rappresenta il 50% della rete nazionale, si traduce nella vendita di benzina sotto i due euro e sconti anche sul gasolio.

Urso ha sottolineato come questo sia un "risultato straordinario se paragonato a quanto accade nel resto d'Europa", evidenziando l'Italia come l'unico Paese europeo ad aver conseguito in tempi brevi un obiettivo così sfidante.

Il ministro ha espresso gratitudine alle compagnie internazionali, menzionando Eni come l'azienda che ha fatto da apripista, seguita rapidamente da altre che hanno aderito con senso di responsabilità.

L'adesione al price cap e il ruolo delle compagnie

L'intervento del ministro ha messo in luce l'ampia adesione della rete di distribuzione al tetto dei prezzi. Il dato saliente è rappresentato da quasi 10.000 stazioni di rifornimento, che costituiscono la metà della rete nazionale. L'applicazione del price cap si traduce concretamente nella vendita di benzina sotto i due euro e nell'offerta di sconti sul gasolio.

Urso ha inoltre evidenziato il ruolo cruciale delle compagnie. Eni è stata indicata come l'azienda che ha dato il via all'iniziativa, seguita dall'adesione tempestiva di altre realtà.

Il ministro ha interpretato questa risposta come un segno della capacità delle compagnie di farsi carico delle problematiche del Paese, inserendo tale dinamica nel contesto dei rapporti con i partner internazionali.

Le precedenti dichiarazioni a Genova

Già il 1 ottobre 2026, a Genova, durante la cerimonia di inaugurazione della 66esima edizione del Salone Nautico, il ministro Urso aveva affrontato il tema del price cap introdotto da alcune grandi compagnie per contrastare l'aumento dei prezzi. In quell'occasione, aveva sottolineato come l'appello del Governo alle maggiori compagnie avesse trovato riscontro, inizialmente con Eni e successivamente con altre compagnie internazionali.