Stando ad un rapporto riservato del Fondo Monetario Internazionale il debito greco sarebbe "insostenibile". Ai creditori quindi non resterebbe che tagliare il debito della Grecia e rinunciare a chiedere pagamenti per almeno 30 anni. Alla luce di queste dichiarazioni il voto del Parlamento, atteso entro la mezzanotte, sarebbe già alla nascita orfano di premesse positive. Nel frattempo piazza Syntagma s'infiamma: poliziotti in tenuta antisommossa rispondono con i lacrimogeni ai lanci di molotov da parte di alcuni manifestanti. Tsipras resta aggrappato al manipolo di fedeli del suo partito e incassa le dimissioni del vice ministro Valavani e del segretario generale del Ministero dell'Economia Manousakis.

Fmi: salvataggio impossibile

I leader dell'Eurozona sarebbero stati a conoscenza del rapporto del Fondo Monetario al momento di concordare il salvataggio della Grecia. Lo riferisce il Financial Times, sostenendo che l'impegno dei creditori dovrà essere di gran lunga superiore a quello finora previsto. Il piano di aiuti per il valore di 86 miliardi non sarebbe infatti sufficiente a traghettare la Grecia in acque tranquille, essendo i livelli del debito greco "insostenibili". L'analisi compiuta dal Fondo Monetario sposerebbe la linea del governo Usa, che già da tempo insiste per un taglio del debito greco. Non a caso il ministro del Tesoro Jack Lew è in visita in Europa per incontrare, tra gli altri, Mario Draghi. Un eventuale aiuto alla Grecia andrebbe contro le regole fondanti la stessa istituzione internazionale, a cui non è permesso prestare soldi ad un Paese che non è in grado di dimostrare l'effettiva sostenibilità del suo debito.

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Nello studio condotto dal Fondo si fa cenno alle misure necessarie, e a questo punto inevitabili: "un alleggerimento del debito su una scala che va molto oltre quanto è stato finora previsto".

Proteste e scioperi in attesa del voto al Parlamento

Il Parlamento di Atene si merita in queste ore la definizione di "finestra sull'Europa" che Pushkin aveva usato per la Pietroburgo astro nascente del diciannovesimo secolo. L'edificio progettato da un architetto tedesco ospitò il primo re di Grecia, tale Giorgio I di Baviera, tedesco anche lui, a dimostrazione che c'è chi interferisce con gli affari greci da più tempo di quanto sia lecito pensare. La storia oggi vive il suo fermento tutto greco e nazionalista in piazza Syntagma, teatro di scontri tra i manifestanti e la polizia. Sono stati annunciati diversi scioperi, dagli statali ai trasporti, mentre le farmacie faranno sentire la propria voce contro le liberalizzazioni. Dentro il Parlamento il tumulto non è da meno: sembra che Tsipras debba rinunciare all'appoggio della metà di Syriza, senza contare le dimissioni già effettive del vice ministro delle Finanze e del segretario generale del Ministero dell'Economia. A prescindere dal colore della tanto attesa fumata, il cielo sopra Atene continua ostinatamente a mantenere il suo tono scuro avaro di buoni presagi.