Il governo guidato da Mario Draghi ha approvato il 22 marzo scorso il Decreto Legge n 41, riguardante misure urgenti in materia di sostegno alle imprese e agli operatori economici, di lavoro, salute e servizi territoriali, connesse all'emergenza da Covid 19, tra i quali particolare attenzione merita il contributo a fondo perduto.

Sono previste diverse misure, per l'appunto, volte al sostegno di imprese, partite iva e operatori economici.

A chi spetta il contributo a fondo perduto

Il dl n 41, denominato "decreto sostegni" ha introdotto, all'articolo 1, un nuovo contributo a fondo perduto destinato a sostenere quelle attività gravemente danneggiate dalla crisi innescata dal Coronavirus.

Tale contributo viene riconosciuto a titolari di partita iva che esercitano attività d'impresa e di lavoro autonomo, ovvero titolari di reddito agrario, commisurato alla diminuzione del fatturato medio mensile registrata durante tutto il 2020, rispetto al 2019.

Il contributo consiste in una somma di denaro corrisposta dall'Agenzia delle entrate, a seguito di una istanza presentata per via telematica dal contribuente che intenda richiederlo.

Requisiti per l'istanza

Non potranno presentare domanda per il contributo a fondo perduto quei soggetti che hanno cessato la partita iva prima del 23 marzo 2021 e coloro che hanno avviato l'attività dal 24 marzo 2021. Al fine di identificare con maggior precisione i soggetti beneficiari, l'articolo 1 del dl n 41 del 22 marzo identifica una serie di requisiti.

Il primo requisito prevede che il soggetto beneficiario debba aver conseguito, nel 2019, un ammontare di ricavi o compensi non superiore ai 10 milioni di euro. Nel caso in cui l'operatore economico svolga più attività, il limite dei 10 milioni è da riferirsi alla somma dei ricavi o compensi derivanti da tutte le attività.

Per ottenere il contributo a fondo perduto è necessario un secondo requisito, cioè che sia presente uno dei seguenti sotto-requisiti:

  • importo della media mensile di fatturato e dei corrispettivi relativamente all'anno 2020 inferiore almeno del 30% alla medesima media mensile riferita al 2019.
  • attivazione della partita iva a partire dal 1 gennaio 2019.

Ammontare del contributo

L'ammontare del contributo viene determinato tramite l'applicazione di una diversa percentuale alla differenza tra l'importo della media mensile del fatturato tra il 2019 e il 2020.

Sono pertanto previste le seguenti percentuali:

  • 60%, se i ricavi e i compensi del 2019 sono inferiori o pari ai 100.000 euro.
  • 50% se i ricavi e i compensi del 2019 superano i 100.000 euro, ma inferiori ai 400.000 euro.
  • 40% se i ricavi e i compensi del 2019 superano i 400.000 euro, ma inferiori a 1.000.000 euro
  • 30% se i ricavi e i compensi del 2019 superano 1.000.000 di euro, ma inferiori a 5.000.000 di euro.
  • 20% se i ricavi e i compensi superano i 5.000.000 di euro, ma inferiori a 10.000.000 di euro.

Modalità di erogazione

Il decreto sostegni ha introdotto una nuova modalità di erogazione per il contributo a fondo perduto. Il beneficiario potrà infatti scegliere di farsi erogare il montante spettante dall'Agenzia delle entrate mediante accredito su conto corrente bancario o postale o, in alternativa, mediante il riconoscimento di un credito di imposta di eguale valore, da utilizzarsi in compensazione tramite modello F24.

Tale scelta è irrevocabile, e riguarda l'intero importo del contributo spettante, da indicare in sede di presentazione dell'istanza. Il credito d'imposta non potrà essere ceduto a soggetti diversi dal beneficiario.

Le istanze per il contributo potranno essere presentate all'Agenzia delle entrate a partire dal 30 marzo, ed entro il 28 maggio 2021.

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