La Commissione dell'Unione Europea ha inviato all'Italia una lettera, contenente le indicazioni per non sforare i vincoli economici e fiscali per le prossime sedute di bilancio. Nella lettere, la Commissione invita l'Italia, ed altri cinque paesi, a dettagliare le misure economiche e fiscali necessarie "a centrare gli obiettivi di medio termine" nel documento di economia e finanza, da approvare entro il 15 aprile.

Rischi di violazione, ma senza procedure d'infrazione

La Commissione Ue ha espresso i suoi dubbi in merito alla possibilità che, qualora venisse accordata la massima flessibilità al governo italiano per poter conseguire i propositi della legge di stabilità, si giunga comunque ad uno sforamento del vincolo si bilancio.

Non perdere gli ultimi aggiornamenti Segui il Canale Matteo Renzi

Se verrà accordata la flessibilità, la commissione si è detta pronta a "vigilare con attenzione affinchè questa venga usata per gli investimenti". Non sono previste nuove procedure d'infrazione, in calo dall'inizio del mandato del governo Renzi.

Lo stesso governo incassa gli stimoli da Bruxelles a fare di più su liberalizzazioni e spending review. Tuttavia i timori della Commissione riguardano soprattutto gli "squilibri macroeconomici" della nostra economia: l'alto debito in rapporto al PIL, la bassa competitività, le sofferenze bancarie e la disoccupazione. Da Bruxelles si sono detti soddisfatti della stabilizzazione della disoccupazione, ma hanno spronato il governo a proseguire nel processo di riforme, constatando che la disoccupazione resta ad un valore eccessivo. La possibilità che l'Italia sfori i vincoli imposti dall'Unione Europea ha fatto paventare ad alcuni, nei giorni scorsi, la possibilità di una manovra straordinaria del governo, tramite cui reperire le risorse necessarie ad evitare innanzitutto lo sforamento, ed in secondo luogo un'eventuale procedura d'infrazione, che incrinerebbe i rapporti tra il Governo e Bruxelles.

I migliori video del giorno

Il ministro dell'economia Padoan ha rassicurato: "Il debito scenderà".

Draghi studia il Bazooka

C'è grande attesa per domani, 10 marzo, quando il presidente della BCE Mario Draghi annuncerà probabilmente un cambio nel programma di politica monetaria. Nonostante le numerose misure espansive che hanno contrassegnato la presidenza di Draghi, l'economia europea non ha conosciuto la crescita sperata. Dopo il taglio del tasso d'interesse( ben tre a dire la verità) di riferimento della zona euro, il prestito alle banche europee con condizioni agevolate, cosiddetto Ltro, è arrivato il Quantitative Easing. L'acquisto dei titoli di stato, da parte della BCE, per un valore complessivo di 60 miliardi mensili, non ha sortito gli effetti sperati. Domani, secondo fonti vicine all'entourage di Francoforte, Mario Draghi potrebbe mettere in campo un'ennesima misura espansiva, per creare quello shock positivo atteso da molti, il "Bazooka". Il presidente della BCE ha più volte espresso la necessità che i paesi dell'eurozona mettano in campo riforme volte ad aumentare gli investimenti e a ridurre le tasse.

Sarà proprio il Quantitative Easing ad essere rivisto. Si pensa ad un aumento della liquidità, con un passaggio a 70 miliardi mensili, un ampliamento della durata, passando da marzo 2017 a luglio 2017. L'altra misura che la BCE potrebbe adottare riguarda i tassi d'interesse. Draghi starebbe pensando ad un multi-tier system, un sistema che andrebbe a modificare i tassi sui depositi della banche nelle casse della Banca Centrale, secondo un criterio crescente. Per determinati depositi, quelli più bassi, il tasso dovrebbe restare prossimo allo zero. Per quelli più alti, invece, oltre una determinata soglia, il tasso potrebbe essere fortemente negativo. Il principale obiettivo della BCE e di Mario Draghi è quello di riportare l'inflazione al 2%, obiettivo cui il presidente ha legato il suo mandato.