Il 62% dei cittadini olandesi chiamati a pronunciarsi sull'accordo di associazione dell'Ucraina alla Unione Europea, si è espresso contro l'accordo stesso. Il referendum, quindi, rivela che la maggioranza dei votanti olandesi (che sono stati circa il 32% degli aventi diritto) sono contrari all'entrata dell'Ucraina nella UE. Anche se non vincolante, il risultato rischia di rappresentare uno stop al processo di integrazione; il primo ministro Mark Rutte si trova, infatti, in una non piacevole morsa: da una parte la Commissione Europea che spinge per non rimettere in discussione un trattato già ratificato da tutti e 27 i Paesi dell'Unione, dall'altra il rischio, ignorando l'istanza referendaria, di essere artefice di una mossa impopolare che accresca ulteriormente i sentimenti anti-europei di una parte della popolazione olandese.

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Il deputato olandese euroscettico Geert Wlders ha già dato la sua lettura del voto, dichiarando che «gli olandesi hanno detto di no all’élite europea e non al trattato con l'Ucraina».

E' probabile che si arrivi ad una modifica, magari anche di facciata, dell'accordo, per poter rendere politicamente presentabile la sua ratifica ai cittadini olandesi. In tal senso si è già espresso lo stesso primo ministro nelle prime dichiarazioni.

Il trattato, ricordiamolo, è stato il motivo che ha scatenato la cosiddetta "rivoluzione arancione" in Ucraina, a seguito dell'improvvisa decisione dell'ex presidente ucraino Viktor Yanukovich di non firmarlo, rivoluzione che ha poi portato alla fuga di Yanukovich stesso e all'elezione dell'attuale leader ucraino Poroshenko, che poi firmò l'accordo.

Fu la stessa rivoluzione che però portò all'intervento russo in Crimea ed alla guerra civile nel Dombass, nonchè all'aumentare delle tensioni tra USA e UE da un lato e Russia dall'altro, sfociate negli embarghi commerciali incrociati tutt'oggi in vigore (e che proprio in questi giorni sono messi in discussione dall'Ungheria e dall'Austria). Uno stop al trattato, quindi, avrebbe implicazioni di politica internazionale ben rilevanti e sarebbe un punto a favore della Russia e della popolazione russofona dell'Ucraina.

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