In Polonia, grazie alle decisioni del nuovo governo, nato delle elezioni del 2015, sono state riaperte le indagini dei tragici eventi di sei anni fa che hanno avuto luogo nei pressi di Smolensk, una città russa, teatro di una delle più tragiche pagine della storia polacca. Nelle foreste circostanti sono stati uccisi, con un colpo alla tempia, circa 20 mila ufficiali polacchi, prigionieri russi, in seguito all'invasione di Stalin dei territori orientali della Polonia nel '39. All'anniversario di questi tragici eventi nel 2010, una delegazione dei più importanti politici polacchi con il presidente Lech Kaczynski accompagnato dalla moglie insieme ai generali dell'esercito, doveva recarsi ai cimiteri e prendere parte alla cerimonia commemorativa.

Lo schianto dell'aereo

Purtroppo l'aereo non è mai atterrato. In seguito all'incidente nei pressi dell'aeroporto tutte le 96 persone presenti a bordo dell'aereo sono morte. Fin dai primi istanti la versione ufficiale dell'incidente divulgata dalle autorità polacche e dall'allora il primo ministro Donald Tusk - poi diventato il presidente della Commissione Europea - destò inquietanti sospetti. Doveva essere un errore dei piloti insieme alle circostanze sfavorevoli - come la fitta nebbia - a provocare la catastrofe.

La rilettura dei documenti smentisce la versione ufficiale

Il nuovo governo di recente ha costituito un'altro gruppo di indagine presso Il Ministero della Difesa - per far luce sugli eventi di 6 anni fa. I peggiori sospetti dei più scettici sono diventati la realtà.

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Il ministro della difesa - Antoni Macierewicz - ha dichiarato due giorni fa che, al solo esame dei documenti già disponibili, risultano falsificati i dati chiave, necessari per comprendere l'accaduto. Il precedente governo ha mentito sull'ora precisa dell'impatto e, in conseguenza, su tutto il resto. Sono state nascoste quasi 200 foto che riportavano la distribuzione dei detriti dell'aereo rigettati a distanza di quasi un chilometro dal luogo dello schianto a terra. L'aereo senza alcun dubbio si è disintegrato in aria all'altezza di circa 20 metri da terra in seguito di una o più esplosioni.

Anche i documenti delle autopsie sono stati contraffatti: si sospetta che le bare - mai aperte - arrivate sigillate direttamente da Mosca, potessero essere state riempite di tutt'altro che dei resti dei corpi. Di conseguenza la procura ha dichiarato di voler esumare tutte le salme. Si sa anche che sugli oggetti provenienti dall'aereo c'erano presenti polveri degli esplosivi (TNT) - il tritolo. All'interno del Ministero degli Esteri, subito dopo la catastrofe, vennero, inoltre, bruciati oggetti personali insieme ai documenti di alcune vittime.

Le responsabilità del governo di Donald Tusk

Il diretto responsabile di tali falsificazioni rimane l'attuale presidente della Commissione Europea, Donald Tusk. Fra i politici si alzano le voci di eventuali procedure politiche e penali nei suoi confronti. Tuttavia rimane ben chiaro che tutta la seguenza di eventi deve essere documentata e provata da uno staff di esperti. Nessuno al giorno di oggi può affermare con certezza chi ha realmente preparato l'attentato.

Un giornalista tedesco - Jürgen Roth - ha dichiarato di conoscere documenti dell'inteligence tedesca che parlano chiaramente di un'attentato preparato da più servizi segreti. Una delle più scioccanti notizie rimane un'eventuale esistenza di un commando di morte - adoperato per uccidere i sopravvissuti - casualmente registrato in azione da due passanti, i quali con un breve filmato del cellulare hanno ripreso il movimento di persone all'interno dei resti dell'aereo e infine gli spari. La Procura polacca ha esaminato il filmato dichiarando che non è stato manomesso e il suono degli spari proveniva da un determinato modello delle pistole (di produzione russa).