Il TTIP, ossia  trattato di libero scambio tra America ed Unione Europea, continua a far discutere. Secondo un’intervista apparsa sul quotidiano la Repubblica,  il francese Matthias Fekl, segretario di stato per il commercio estero, che sta seguendo gli accordi del trattato, incita l’Italia a respingere al mittente un simile accordo in quanto verrebbero violati la qualità dei prodotti, oltre che la salute di milioni di consumatori. Si tratta di un trattato che non garantisce la qualità del made in Italy, ed oltretutto non vengono rispettate neanche le misure in materia ambientale violando gli accordi cop21 sul clima, sottoscritti a Parigi. In pratica a beneficiarne sarebbe esclusivamente l’America che lascia aperto solo il 50% del suo mercato, a fronte di un buon 90% aperto di quello europeo.

Per il diplomatico si tratterebbe di una violazione della democrazia, dal momento che le multinazionali avrebbero carta bianca nel non rispettare le leggi dei Paesi in caso di discriminazioni nei loro confronti, violando le normative in materia. In pratica vengono tutelati i grossi investitori e le grandi società.

La segretezza del Trattato non convince gli  stati

Ciò che viene sistematicamente contestato è anche la segretezza dei trattati che rimangono tali per parlamentari e governi che ne vogliono sapere di più. C’è il divieto assoluto di diffondere la bozza del trattato anche per i giornali che, nel caso lo facessero, rischierebbero sanzioni salatissime. In soldoni, vengono meno le leggi in materia di commercio e del mondo del  lavoro, pesantemente sotto attacco. C’è dunque perplessità ed il diplomatico francese non è il solo ad aver lanciato l’allarme.

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Anche un Irlandese membro dell’UE, Luke Ming Flanagan, ha divulgato un filmato in rete, divenuto in breve virale, che dimostra l’area di segretezza che si respira rispetto al trattato. Per il parlamentare, chiunque voglia capirne di più  e prendere visione dei documenti deve accedere ad una sala di lettura del parlamento europeo, senza poter copiare nulla e rimanere dentro per un periodo breve prima che scatti l’allarme se la permanenza dovesse essere più lunga. Intanto Obama ha fretta di concludere, ignorando le proteste dei consumatori che sono sul piede di guerra.

Il 7 maggio a Roma c’è stata una partecipata manifestazione contro il TTIP e, continuando su questa strada, si rischia il caos nel Parlamento Europeo: i 28 stati membri dovrebbero sottoscriverlo congiuntamente. Ciò che risulta irricevibile è che i Parlamenti non sono stati consultati, c’è mancanza di trasparenza ed il tutto non favorirebbe le piccole e medie imprese in cerca di mercati che non avrebbero nessun tipo di protezione.

La situazione è abbastanza complessa e bisognerà aspettare per capire se ancora una volta prevarranno gli interessi delle banche e delle multinazionali rispetto ai diritti di consumatori che non avrebbero la possibilità di sapere cosa mangiano. Altro nodo gordiano infatti è quello delle etichette sui prodotti nei supermercati, che non qualificano la provenienza delle merci e la qualità del prodotto. Chi la spunterà?