Le guerre di religione avvengono per interessi economici. È stato così durante il tempo delle crociate, continua a essere così anche adesso purtroppo. A rimetterci sono sempre pezzi di società che si stanno sfaldando e si rischia di compiere un passo indietro. Si agita sempre di più lo spettro degli integralisti islamici, ma a volerla dire tutta è la finanza che sta affossando l’Occidente. L’Europa dei popoli sta divenendo l’Europa delle dittature, dei diritti negati, dei valori compressi, avvertiti come un ingombro e chi ci osserva lo sa benissimo e attacca i nostri simboli, per rimestare nel calderone e buttare fumo negli occhi.

Oggi per la prima volta si è parlato di attacco terroristico, quando in una chiesa sperduta di Rouen, sempre in Francia, è stato sgozzato un sacerdote.

Il Terrorismo sta facendo emergere una serie di problemi

Nelle versioni che ci hanno fornito, a cominciare da Nizza, hanno sempre dato la versione che i killer erano persone instabili. Individui che agiscono da soli, ma che in realtà così non è, se a Nizza stanno venendo fuori i complici dell’attentatore e chissà, sarà così anche per Monaco di Baviera dopo la strage del centro commerciale.

Per risparmiare si sono abolite misure di sicurezza per i cittadini, salvo svegliarsi ora e parlare di misure speciali, che limitano la nostra libertà ma che ci fanno sentire meno garantiti nel muoverci. E così se da una parte ci dicono che dobbiamo reagire uscendo e vivendo come sempre, dall’altra ci accorgiamo che non si può più vivere. Intanto in questa Europa che sicura non è più, si continua a parlare di debito che deve rientrare, di fondi previdenziali da usare per salvare le banche e perché no, di aumento dell’Iva per raschiare soldi dalle tasche vuote dei cittadini.

Cui prodest?

Siamo di fronte a fenomeni di emarginazione e disuguaglianza da far spavento e se a questo aggiungiamo un terrorismo che colpisce nel mucchio, c’è da credere che la situazione è destinata a peggiorare. Dopo l’attacco di Rouen il rabbino francese ha espresso solidarietà alla comunità cattolica. L’antisemitismo sta avanzando. Sempre più comunità ebraiche stanno abbandonando la Francia, perché non si sentono garantite, per far ritorno in Israele. D’altronde come dimenticare l’attentato alla scuola ebraica di Tolosa e Montabaun avvenuta nel 2012 dove persero la vita un rabbino e tre studenti?

O l’uccisione di quattro persone nel museo ebraico nel 2014 o l’attacco al supermercato kosher a Vincennes che costò la vita ad altre quattro persone. Verrebbe da chiedersi in che modo l’abbandono di tanti ebrei dell’Europa modificherà l’economia. Intanto il finanziere americano Georges Soros in un articolo su "QuiFinanza" parla di 300.000 rifugiati da inserire in Europa ogni anno, stanziando un budget di trenta miliardi di euro da finanziare con debiti e tasse da imporre ai cittadini che ormai non possiedono più nulla se non la loro miseria nera.

Una situazione finanziaria, dunque, ammantata dall’ideologia dell’integralismo, che potrebbe essere risolta se solo si avesse la voglia di ritornare a parlare di diritti. A quanto pare giova a qualcuno fare tutto il contrario.

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