Il segretario di Stato della Santa Sede, Pietro Parolin, ha pronunciato un significativo discorso nell’Aula di Strasburgo il 19 maggio 2026, in occasione della solenne cerimonia di conferimento dell’Ordine europeo al merito. Nel suo intervento, il cardinale Parolin ha posto l’accento sulla delicata situazione globale, sottolineando come la pace sia oggi «minacciata da più parti». Ha tuttavia ribadito con forza che essa rappresenta «una promessa fondamentale dell’Unione Europea e un chiaro impegno internazionale della Santa Sede», evidenziando la convergenza di intenti tra le due entità su un tema di cruciale importanza.

Accogliendo con gratitudine l’onorificenza, Parolin ha espresso la profonda soddisfazione della Santa Sede e ha rinnovato la sua piena disponibilità a una stretta collaborazione con le istituzioni europee. «Nell’accogliere con gioia questa onorificenza desidero rinnovare la disponibilità della Santa Sede a lavorare con le istituzioni europee per promuovere la dignità di ogni persona umana, ed essere insieme, artigiani di pace, a beneficio della nostra Europa e del mondo intero», ha dichiarato il segretario di Stato, delineando una visione di impegno congiunto per il bene comune.

L'istituzione e i primi insigniti dell'Ordine europeo al merito

La cerimonia di Strasburgo ha segnato un momento storico per il Parlamento europeo, che ha conferito per la prima volta l’Ordine europeo al merito.

Questa prestigiosa distinzione è stata istituita per riconoscere i contributi eccezionali all’integrazione europea, alla promozione della democrazia e alla salvaguardia dei valori fondanti dell’Europa. I laureati di questo nuovo Ordine ricevono un’insigna distintiva, una panglica e un certificato ufficialmente firmato dalla presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, che aveva annunciato la lista dei primi venti insigniti in plenaria già il 10 marzo.

L’evento ha visto la partecipazione di tredici dei venti insigniti, tra cui figure di spicco del panorama politico europeo e mondiale. Tra i membri distinti dell’Ordine figurano l’ex cancelliera tedesca Angela Merkel e l’ex presidente polacco Lech Walesa, personalità che hanno lasciato un’impronta indelebile nella storia recente del continente.

Un altro nome di rilievo tra i membri distinti è quello del presidente ucraino Volodimir Zelenski, il quale, pur non essendo presente alla cerimonia di Strasburgo, è stato riconosciuto per il suo significativo contributo ai valori europei.

L'impegno della Santa Sede per la pace e la collaborazione con l'UE

L’intervento di Pietro Parolin ha rafforzato la posizione della Santa Sede come attore internazionale impegnato attivamente nella promozione della pace e della dignità umana. La volontà di lavorare in sinergia con le istituzioni europee, come espresso dal segretario di Stato, sottolinea una visione condivisa di responsabilità globale. Questo impegno si inserisce in un quadro più ampio di riconoscimento e valorizzazione delle azioni volte a sostenere i principi su cui si fonda l’Unione Europea, tra cui la salvaguardia dei diritti umani e la costruzione di un futuro di stabilità e armonia. La collaborazione tra la Santa Sede e l’UE, dunque, si configura come un tassello fondamentale per affrontare le sfide contemporanee e promuovere un’Europa e un mondo più giusti e pacifici.