Il partito Reform Uk, guidato da Nigel Farage, ha annunciato un piano ambizioso per limitare drasticamente l’accesso ai sussidi pubblici nel Regno Unito. La proposta, resa nota il 17 agosto 2026, prevede di escludere i cittadini stranieri dalla maggior parte dei benefit statali, qualora la formazione politica dovesse vincere le elezioni generali previste per il 2029.

Il piano è stato illustrato in dettaglio da Robert Jenrick, ex ministro conservatore e attuale portavoce per l’economia di Reform Uk. Jenrick ha sottolineato come la misura miri a includere anche i cittadini dell’Unione Europea titolari del Settled Status, il permesso di soggiorno a tempo indeterminato che garantisce il mantenimento dei diritti acquisiti prima della Brexit.

Questo status è stato concesso a milioni di persone provenienti da Paesi dell’UE che risiedevano nel Regno Unito prima dell’uscita di Londra dall’Unione.

In un passaggio chiave della sua dichiarazione, Jenrick ha affermato: “Il contribuente britannico sta facendo da Stato sociale per il mondo intero. Non è giusto, lo sappiamo tutti”. Ha inoltre espresso la volontà di rimettere in discussione gli accordi post-Brexit tra Londra e Bruxelles, evidenziando la determinazione del partito a riformare l’attuale sistema di welfare.

La proposta di Reform Uk e le sue implicazioni economiche

Secondo le stime di Reform Uk, l’applicazione del piano, una volta a regime, porterebbe a un risparmio annuale di 21 miliardi di sterline per i contribuenti britannici, limitando l’accesso ai sussidi ai soli cittadini del Regno Unito.

Questa iniziativa si configura come uno dei pilastri della campagna elettorale del partito in vista delle elezioni del 2029, riflettendo una linea politica intransigente in materia di immigrazione e accesso ai benefit pubblici.

La proposta ha generato immediate reazioni nel panorama politico britannico. Il Labour, attualmente al governo, ha criticato il piano, sostenendo che “la grande maggioranza” degli immigrati è già esclusa dal sistema dei benefit. Anche l’opposizione conservatrice ha espresso perplessità, definendo la proposta “improvvisata”, suggerendo una mancanza di pianificazione o di realismo nelle sue premesse.

Il Settled Status nel contesto post-Brexit

Il Settled Status è un permesso di soggiorno a tempo indeterminato introdotto dal governo britannico in seguito alla Brexit.

Questo status è stato concepito per permettere ai cittadini dell’Unione Europea e ai loro familiari, che risiedevano nel Regno Unito prima della fine del periodo di transizione, di continuare a vivere, lavorare e accedere ai servizi pubblici nel Paese. La sua istituzione mirava a tutelare i diritti acquisiti dai cittadini europei già stabiliti sul territorio britannico prima dell’uscita dall’Unione Europea.

Il Settled Status rappresenta pertanto uno strumento cruciale nella gestione della presenza dei cittadini europei nel Regno Unito nell’era post-Brexit, garantendo la continuità dei diritti sociali e lavorativi per milioni di individui. La volontà di Reform Uk di escludere dai sussidi pubblici anche i titolari di questo status segnerebbe una significativa deviazione dagli accordi attualmente in vigore, potendo avere un impatto profondo sulla vita di molti residenti europei nel Regno Unito.