Le prime verifiche condotte in Italia escludono il transito sul territorio nazionale del cittadino bielorusso con passaporto russo, sospettato in relazione al caso di Lipsia. Gli accertamenti svolti finora hanno dato esito negativo rispetto all’ipotesi di un suo passaggio in Italia. Le indagini, tuttavia, proseguono con ulteriori verifiche e approfondimenti.
La questione era emersa a seguito di informazioni che indicavano l’uomo come entrato nello spazio Schengen con un visto italiano. Tuttavia, la verifica italiana, basata sugli accertamenti richiamati, non conferma un transito nel Paese.
Il dato centrale emerso dalle prime indagini resta quindi l’esclusione del passaggio sul territorio nazionale del bielorusso con passaporto russo.
Le indagini sul presunto transito in Italia
Le indagini italiane si sono concentrate sull'eventuale ingresso o attraversamento del territorio nazionale da parte del sospettato. Le fonti di sicurezza hanno collegato l’esito negativo agli accertamenti già svolti, pur sottolineando che la verifica non è ancora conclusa e gli approfondimenti proseguono. L’elemento del visto italiano, pur essendo stato un punto di partenza per i controlli, resta distinto dal passaggio materiale in Italia. La ricostruzione al centro delle verifiche riguarda proprio l’eventuale presenza fisica o il transito sul territorio nazionale.
La persona in questione è stata descritta come un bielorusso in possesso di passaporto russo. La segnalazione relativa al suo ingresso nello spazio Schengen con un visto turistico italiano ha reso necessari i controlli da parte delle autorità italiane. Le verifiche condotte finora, secondo quanto comunicato, non hanno trovato conferme sul suo effettivo passaggio in Italia.
Il contesto del caso di Lipsia
Il caso di Lipsia riguarda due uomini con passaporto russo, indicati come sospettati in relazione a un tentativo di attacco con drone esplosivo all’aeroporto della città. La polizia scientifica tedesca li avrebbe identificati tramite tracce di DNA. Uno dei due è descritto come il cittadino bielorusso con passaporto russo menzionato nelle verifiche italiane; l’altro è una persona con passaporto lettone e russo, a cui è attribuito un ruolo logistico e di addestramento nell'operazione. Le tracce attribuite agli investigatori tedeschi sarebbero state individuate in prossimità.