Ihor Brusylo, ambasciatore dell’Ucraina in Italia, ha rilasciato importanti dichiarazioni a Trieste, evidenziando come la disinformazione russa rappresenti una minaccia in costante crescita per il continente europeo. Secondo il diplomatico, questa attività è destinata ad ampliarsi ulteriormente con l'avvicinarsi delle elezioni in numerosi Paesi europei. Le sue parole sono state pronunciate al termine di un incontro tenutosi presso la sede del segretariato generale dell’Ince. Brusylo ha posto l'accento sulla percezione di Mosca riguardo all'Unione europea, considerata un punto strategico di vulnerabilità.
L'ambasciatore ha infatti affermato che la Russia vede l'UE "anche come un anello debole" nelle sue complesse strategie geopolitiche.
Brusylo ha tracciato un collegamento diretto tra le campagne di disinformazione e la più ampia strategia di Mosca, la quale, a suo giudizio, non si limita all'aggressione militare contro l'Ucraina. L'obiettivo russo includerebbe, infatti, anche il tentativo esplicito di indebolire e dividere l'Europa dall'interno, minando la sua coesione e stabilità. Di fronte a questa prospettiva, il diplomatico ha sollecitato un impegno comune e uno sforzo coordinato per formulare una risposta più concreta ed efficace alla situazione. Ha inoltre specificato che Paesi come Italia, Polonia, Spagna e Francia sono particolarmente esposti e sensibili all'intensificazione della disinformazione in vista dei prossimi appuntamenti elettorali, che potrebbero diventare passaggi cruciali per l'influenza esterna.
Minacce ibride e ingerenze politiche
Nel corso delle sue dichiarazioni a Trieste, Ihor Brusylo ha associato la potenziale escalation della disinformazione a una serie di minacce ibride e ad attività sovversive, che mirano a destabilizzare il contesto interno dei Paesi europei. Ha inoltre messo in guardia dal rischio concreto di interventi indiretti nel campo politico, i quali potrebbero manifestarsi attraverso il finanziamento occulto di determinati partiti o la creazione di connessioni e legami tra diverse formazioni politiche, alterando il normale processo democratico. Interrogato dai giornalisti sulla persistenza di tali attività, l'ambasciatore ha risposto con una chiara e ferma constatazione: "lo continueranno a fare".
Il diplomatico ha ulteriormente chiarito che, secondo la sua approfondita analisi, queste operazioni non si concretizzerebbero in forma diretta e palese, bensì attraverso canali indiretti e meno tracciabili. Brusylo ha definito questa possibilità una minaccia estremamente seria, esortando tutti gli attori coinvolti a prestare una maggiore e più attenta vigilanza sul tema. Il fulcro delle sue osservazioni rimane il legame intrinseco e pericoloso tra la disinformazione, le imminenti scadenze elettorali europee e i persistenti tentativi di influenzare e manipolare il dibattito interno dei Paesi membri dell'Unione europea.
Il contesto europeo della disinformazione
Le preoccupazioni espresse dall'ambasciatore ucraino si inseriscono in un contesto europeo più ampio, dove le istituzioni di diversi Stati membri hanno già segnalato rischi analoghi legati a campagne di disinformazione e ad attività mirate a destabilizzare il tessuto sociale e politico del continente.
Questo scenario evidenzia una crescente e diffusa attenzione verso le strategie di manipolazione informativa messe in atto da attori esterni. La necessità di rafforzare le difese democratiche e la resilienza informativa del continente, attraverso la cooperazione e la vigilanza, appare quindi sempre più impellente per contrastare efficacemente tali minacce.