La Corte di giustizia dell’Unione europea ha emesso una pronuncia significativa a Bruxelles il 24 settembre 2026, stabilendo che un’impresa in difficoltà non può accedere alle agevolazioni previste per le aziende che registrano un elevato consumo di elettricità o gas. Questa decisione si inserisce nel contesto delle cause relative ad Acciaierie d’Italia, precedentemente nota come ex Ilva, e risponde alle richieste presentate dal gruppo siderurgico per l’ottenimento di benefici nel 2025.

Già nel 2024, le autorità italiane avevano respinto le domande del gruppo, motivando il diniego con la presenza di un’amministrazione straordinaria e lo stato di insolvenza dell’azienda.

La Corte ha chiarito che una procedura concorsuale, qualora sia subordinata all’accertamento dell’insolvenza, può effettivamente qualificare un’impresa come «in difficoltà» ai fini dell’applicazione delle norme sugli aiuti di Stato. La verifica di tale presupposto e la decisione finale sul caso specifico sono demandate al giudice italiano.

Le agevolazioni energetiche e il quadro normativo

Il fulcro della pronuncia della Corte riguarda specificamente l’accesso alle agevolazioni destinate alle imprese caratterizzate da un alto consumo energetico, sia di elettricità che di gas. Per Acciaierie d’Italia, la condizione di essere sottoposta ad amministrazione straordinaria e il suo stato di insolvenza sono stati gli elementi chiave richiamati dalle autorità italiane per negare l’accesso ai benefici per l’anno 2025.

La Corte ha collegato questa esclusione alla disciplina europea in materia di aiuti di Stato, analizzando attentamente la situazione dell’impresa e la presenza di una procedura concorsuale direttamente legata all’insolvenza.

È importante sottolineare che la decisione della Corte non conclude direttamente il processo di verifica a livello nazionale. Spetta infatti al giudice italiano accertare se le condizioni indicate nella pronuncia sussistano effettivamente e, di conseguenza, prendere una decisione sull’esclusione dai benefici. La pronuncia della Corte, pertanto, definisce il quadro giuridico di riferimento entro il quale dovrà essere valutata la posizione del gruppo siderurgico in relazione alle agevolazioni energetiche richieste.

Acciaierie d’Italia: profilo e impatto

Acciaierie d’Italia, conosciuta anche con l’acronimo AdI e come l’ex Ilva, rappresenta il principale produttore integrato di acciaio in Italia. La società gestisce un complesso sistema produttivo che include otto siti dedicati alla produzione e alla manutenzione, tra i quali spicca l’importante stabilimento integrato di Taranto. L’azienda impiega complessivamente circa 10.000 persone, con circa 8.000 addetti che operano nello stabilimento di Taranto. Quest’ultimo si estende su un’area di 15 milioni di metri quadri e possiede una capacità produttiva massima fissata a 6 milioni di tonnellate di acciaio al carbonio grezzo all’anno. L'azienda, con la sua vasta operatività, riveste un ruolo strategico per l'economia nazionale e per il settore siderurgico europeo.