I servizi di protezione dell’infanzia del comune di Rae, nell’area metropolitana di Tallinn, sono sottoposti a forte pressione a causa dell’aumento dei migranti detenuti che dichiarano di essere minorenni. Secondo quanto riferito dall’emittente pubblica estone ERR, 60 persone ospitate nel centro di detenzione di Rae, comune rurale che conta all'incirca 23mila anime, hanno affermato di essere minorenni, ma finora soltanto due casi sono stati confermati dopo le verifiche.
La situazione sta creando un significativo carico di lavoro per il comune. La sindaca di Rae, Gerli Lehe, ha spiegato che la valutazione di ogni singolo caso richiede circa un giorno e mezzo.
Gli operatori della protezione dell’infanzia devono intervenire immediatamente quando ricevono la comunicazione della presenza di un presunto minore non accompagnato e, in qualità di rappresentanti legali, devono essere presenti durante le procedure che lo riguardano.
Dal 17 settembre sono 46 i cittadini stranieri entrati nel Paese
Il problema si inserisce nel quadro dell’aumento degli ingressi irregolari in Estonia attraverso la Lettonia, dopo il passaggio dal confine bielorusso. Dal 17 settembre la polizia estone ha fermato 46 cittadini stranieri entrati illegalmente nel Paese. Complessivamente, dal luglio scorso, sono stati fermati 187 migranti privi di titolo per entrare o rimanere in Estonia, 72 dei quali sono stati successivamente trasferiti alle autorità lettoni.
Secondo le fonti governative, da questo inizio mese, si sta intensificando sempre più il passaggio di migranti provenienti dal Corno d' Africa, con una percentuale significativa di etiopi e somali.
Il ministro chiede aiuto alla Finlandia
Il ministro dell’Interno Igor Taro ha descritto gli attraversamenti come un fenomeno organizzato, sostenendo che gruppi di migranti verrebbero raccolti in campi nella foresta in Bielorussia e successivamente indirizzati verso la Lettonia e quindi l’Estonia. Il Governo di Tallinn ha inoltre rafforzato i controlli alla frontiera e chiesto assistenza alla Finlandia.
A complicare la gestione dei casi vi è la necessità di verificare l’età dichiarata dai migranti. Il diritto europeo garantisce infatti specifiche tutele ai minori non accompagnati.
Le autorità estoni devono quindi procedere rapidamente alla verifica, mentre nel frattempo i servizi sociali sono tenuti a garantire assistenza e rappresentanza ai presunti minori.
Dal mese di settembre anche il Social Insurance Board (SKA) ha iniziato a sostenere Rae nella gestione delle pratiche, soprattutto fuori dall’orario ordinario e nei fine settimana. Kaja Rattas, responsabile dell’unità per le cure sostitutive dell’ente, ha riconosciuto la difficoltà della situazione e la necessità di riorganizzare rapidamente il lavoro.
Per la sindaca Lehe, però, l’emergenza non può essere sostenuta a lungo dal solo comune. Rae aveva previsto di garantire il supporto allo Stato per un massimo di tre mesi, fino al 1° ottobre, e ora chiede maggiori risorse finanziarie e un intervento più consistente da parte del governo centrale.
Il comune segnala inoltre che l’impegno degli assistenti sociali sui migranti rischia di sottrarre tempo all’assistenza dei minori residenti nel territorio.
Resta aperta anche la questione dell’istruzione degli ospiti nel centro di detenzione. Non è ancora definito come organizzare le lezioni né in quali lingue impartirle. Le autorità parlano di una situazione inedita per l’Estonia, anche per la presenza di persone che parlano lingue poco diffuse nel Paese.