Da Mosca è giunta una ferma critica alla nomina dell’ex ministro della Difesa ucraino, Mykhailo Fedorov, a consulente del Ministero della Difesa italiano. Il 1 settembre 2026, la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha definito l’incarico “molto ridicola”, paragonando la vicenda a una favola satirica di Gianni Rodari. La contestazione si focalizza sul ruolo di Fedorov per l’innovazione militare italiana.

Durante un briefing, la diplomazia russa ha attaccato la scelta italiana e il profilo dell’ex ministro ucraino. Zakharova ha dichiarato: “Se Gianni Rodari fosse vivo, penso che scriverebbe una favola satirica su questo, ma non sono sicura che sarebbe più divertente della storia vera”.

Ha collegato la nomina all'inefficienza del sistema statale ucraino, citando un'intervista in cui Fedorov avrebbe indicato un'efficienza del 5% per il suo dipartimento.

La critica di Mosca alla nomina di Fedorov

Zakharova ha presentato la nomina come un caso simbolico, sostenendo che l’innovazione in Italia verrebbe affidata a una figura che avrebbe riconosciuto la scarsa efficienza del proprio dipartimento in Ucraina. La portavoce ha inserito la sua critica nel quadro del rapporto tra Occidente, Ucraina e i dirigenti di Kiev. Ha affermato che, mentre gli ucraini comuni vengono mobilitati nelle trincee, alcuni manager del governo ucraino trasformano le sconfitte militari in opportunità personali internazionali.

La contestazione riguarda l’incarico di Fedorov al Ministero della Difesa italiano.

La posizione russa si articola su due elementi: la nomina di Fedorov come consulente e il giudizio politico espresso da Mosca sull’uso dell’esperienza ucraina da parte occidentale. Zakharova ha collegato il profilo dell’ex ministro ucraino all'innovazione militare, usando il paragone con Rodari per sottolineare il carattere satirico della vicenda. Non sono state fornite indicazioni operative sulla consulenza, né dettagli su durata, condizioni o perimetro della collaborazione.