Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ribadito l'accusa alla Russia di cercare costantemente pretesti per eludere i negoziati e prolungare il conflitto. Questa posizione, diffusa da Roma il 26 settembre 2026, evidenzia la percezione di Kiev riguardo alla strategia diplomatica di Mosca, che, secondo Zelensky, non si starebbe preparando alla cessazione delle ostilità.

Attraverso il suo canale Telegram, ripreso da Rbc-Ucraina, il leader ucraino ha dichiarato: «La Russia cerca qualsiasi pretesto per evitare i negoziati e continuare la guerra.

L'Ucraina, insieme ai partner internazionali, si sta adoperando per costringere il Cremlino a porre fine alla sua aggressione». Un'affermazione che sottolinea l'assenza di segnali da parte russa per un'interruzione delle ostilità nell'attuale fase.

Il dibattito sugli incontri e il formato trilaterale

L'accusa di Zelensky si estende alla presunta indisponibilità russa verso incontri diretti e al formato trilaterale. Il presidente ucraino ha puntato il dito contro Vladimir Putin, ritenendolo responsabile di continui rinvii del confronto, attraverso la ricerca di scuse per evitare gli incontri, abbandonare il formato a tre e proseguire le uccisioni. Il fulcro della dichiarazione rimane la profonda distanza tra la richiesta ucraina di un percorso negoziale e la posizione attribuita a Mosca.

Il richiamo al formato trilaterale inserisce la dichiarazione nel contesto delle recenti iniziative diplomatiche relative alla guerra in Ucraina. Nel messaggio di Zelensky emergono tre elementi chiave: il ruolo della Russia, il coinvolgimento dei partner internazionali dell'Ucraina e la ferma richiesta di porre fine all'aggressione del Cremlino. Non sono stati tuttavia indicati nuovi incontri o un calendario negoziale specifico.

La replica del Cremlino: nessun presupposto per i negoziati

Tre giorni prima, il 23 settembre 2026, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, aveva espresso da Mosca una posizione divergente, affermando che per la Russia non esistevano le condizioni per avviare negoziati di pace con l'Ucraina.

Nonostante ciò, Peskov aveva precisato che Mosca restava aperta ai colloqui. Tale dichiarazione era giunta in risposta all'appello congiunto dei presidenti Donald Trump e Volodymyr Zelensky per un cessate il fuoco nel settore energetico.

In quell'occasione, Peskov aveva dichiarato: «Al momento, non ci sono presupposti per avviare i