Il Cremlino ha ribadito con estrema fermezza la propria linea sul Donetsk, attraverso le dichiarazioni rilasciate dal portavoce presidenziale Dmitry Peskov il 4 ottobre 2026. Peskov ha dichiarato che la Russia è risoluta a impegnarsi in combattimento anche per una porzione minima, pari allo 0,01%, del territorio del Donetsk, in quanto considera tale area parte integrante della Federazione Russa. Questa affermazione sottolinea la determinazione inequivocabile di Mosca riguardo al territorio conteso nel contesto del conflitto in Ucraina.

Il portavoce presidenziale russo ha collegato la questione della sovranità anche a una quota territoriale estremamente ridotta.

La dichiarazione specifica riportata è chiara e perentoria: “Anche per un centesimo di percento. È la Federazione Russa. Non c'è nulla da discutere al riguardo”. Questa formulazione attribuisce al Cremlino una posizione inequivocabile e non negoziabile, evidenziando come la discussione non riguardi unicamente un’area estesa, ma si estenda a ogni singola porzione, anche la più esigua, del territorio del Donetsk.

Le dichiarazioni di Peskov e la posizione di Putin

Nel cuore delle sue affermazioni, Peskov ha presentato il Donetsk come un territorio inequivocabilmente appartenente alla Federazione Russa, collegando questa asserzione alla disponibilità di Mosca a combattere anche per una quota dello 0,01%.

La dichiarazione enfatizza il ruolo del portavoce presidenziale russo e la qualifica del territorio, senza lasciare spazio a margini di discussione sulla posizione ufficiale del Cremlino.

Parallelamente, il presidente Vladimir Putin ha ribadito che la Russia preferirebbe una risoluzione pacifica del conflitto in corso. Tuttavia, ha chiarito che, fino a quando una tale soluzione diplomatica non sarà concretamente realizzabile, Mosca proseguirà con inalterata determinazione le proprie operazioni militari. Putin ha inoltre lanciato un severo monito, avvertendo esplicitamente che coloro i quali intendono pianificare un colpo devastante contro la Russia ne subiranno le più gravi conseguenze, facendo un riferimento diretto e inequivocabile alla situazione attuale dell’Ucraina.

Il contesto delle precedenti dichiarazioni sul Donetsk

Il quadro delle attuali dichiarazioni si inserisce in un contesto di precedenti affermazioni riguardanti la Repubblica popolare di Donetsk, spesso indicata con la sigla DNR nelle fonti russe. Già il 1 ottobre 2026, Putin aveva evidenziato che circa l’11% del territorio rimaneva sotto il controllo ucraino, legando il destino della restante parte del Donbass all’andamento delle operazioni militari russe. In quella stessa occasione, Putin aveva fatto riferimento a stime attribuite a Kiev e all’Europa, relative a un periodo di uno e mezzo-due anni.