Le proteste studentesche in Francia hanno causato il ferimento di 65 dipendenti dell’Istruzione pubblica, tra cui 40 presidi. Il dato è stato comunicato dal ministro francese dell’Istruzione, Edouard Geffray, la mattina del 2 ottobre 2026, durante un intervento televisivo. Da Parigi, il ministro ha annunciato un incontro con le associazioni studentesche e dei genitori, dopo la mobilitazione degenerata in violenze e devastazioni nel Paese.

Geffray ha precisato che i 40 presidi rientrano nel totale dei 65 dipendenti feriti. Il ministro ha collegato gli infortuni ai danni registrati negli istituti dall’inizio della settimana, dove oltre cento scuole hanno subito gravi danneggiamenti.

Le proteste hanno interessato i licei, con numerosi episodi di blocchi e atti vandalici.

Interventi giudiziari e fermi

Sul fronte giudiziario, il ministro francese della Giustizia, Gérald Darmanin, ha richiesto ai procuratori di far valere la responsabilità civile dei genitori per i danni causati dai figli durante i blocchi dei licei. L'obiettivo è garantire il risarcimento per i danni attribuiti ai minorenni. Darmanin ha fornito il bilancio dei fermi dall’inizio del movimento: circa 2.000 persone sono state poste in stato di fermo, con il 90% rappresentato da minorenni.

Il ministro della Giustizia ha specificato che circa un terzo dei fermati è stato trattenuto per violenza contro persone. Questi dati si inseriscono nel contesto delle diffuse proteste studentesche che hanno coinvolto scuole e licei francesi, con episodi di devastazione e numerosi feriti tra il personale e i dirigenti.

Contesto delle mobilitazioni nei licei

Le proteste studentesche hanno avuto inizio in alcune scuole dell’area di Parigi, estendendosi poi su scala nazionale. Tra le motivazioni principali indicate dagli studenti vi sono scuole sotto-finanziate, giornate scolastiche eccessivamente lunghe e altre criticità del sistema educativo. La mobilitazione ha generato un clima di tensione, con numerosi episodi di disordine e danneggiamento in vari istituti.