Il commissario europeo per la Pesca e gli Oceani, Costas Kadis, ha visitato il porto di Catania il 12 ottobre 2026, in un’importante tappa istituzionale dedicata al settore ittico siciliano. L’incontro nel capoluogo etneo ha rappresentato un’occasione di confronto diretto con le istituzioni che governano il mare e con le marinerie della Sicilia orientale, evidenziando l’attenzione dell’Unione Europea verso le specificità regionali.
Kadis ha chiarito che l’obiettivo primario della sua presenza sull’isola era l’ascolto diretto dei pescatori e dei portatori di interesse locali.
Questa iniziativa si inserisce nel più ampio contesto delle attività della Commissione europea, impegnata nello sviluppo di nuove iniziative politiche strettamente collegate al comparto della pesca. Durante il punto stampa con i giornalisti, il commissario ha ribadito con fermezza: “Sono consapevole di quanto sia importante il settore della pesca per la Sicilia”.
La visita, la seconda sull’isola in un solo mese, sottolinea il forte legame e il dialogo costante tra la Commissione e gli operatori del territorio. Un tema centrale del confronto è stato il caro carburante, indicato da Kadis come uno degli elementi di maggiore pressione e preoccupazione per l’intero comparto della pesca, che incide significativamente sulla sostenibilità economica delle attività marittime.
Il dialogo strategico al porto di Catania
La visita istituzionale si è concentrata sul porto di Catania, dove si è svolto un proficuo dialogo con le istituzioni del mare e le rappresentanze delle marinerie della Sicilia orientale. Kadis ha enfatizzato l’importanza di ricevere riscontri diretti dai portatori di interesse, in quanto la Commissione europea è attivamente impegnata nello sviluppo di diverse iniziative politiche mirate a sostenere e regolamentare il settore. Il comparto della pesca in Sicilia è stato presentato dal commissario come un elemento cruciale nel dialogo tra le istituzioni europee e gli operatori locali, riconoscendone il valore strategico.
Affrontando la questione dei costi energetici, Kadis ha richiamato l’attenzione sulla risposta della Commissione europea a seguito della chiusura dello stretto di Hormuz.
Nel suo intervento, ha illustrato il meccanismo di crisi previsto dal Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura (FEAMPA). Questo strumento consente agli Stati membri di offrire un sostegno concreto al comparto, mitigando gli impatti economici derivanti dall’aumento dei prezzi del carburante. Il commissario ha specificato che la misura è stata attivata per il periodo compreso tra il mese di febbraio e la fine dell’anno in corso, fornendo un supporto temporaneo ma essenziale.
Gli strumenti europei a sostegno del settore
Il quadro normativo europeo richiamato durante l’incontro fa esplicito riferimento al Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura. In particolare, è stata citata la decisione di esecuzione (UE) 2026/889 della Commissione, adottata il 16 aprile 2026, la quale qualifica la situazione in Medio Oriente come fattore scatenante per l’attivazione di tali misure di sostegno.
Questa decisione permette agli Stati membri di accedere a risorse finanziarie per aiutare i pescatori ad affrontare le difficoltà economiche, in particolare quelle legate all’incremento dei costi operativi.