Mosca, 12 ottobre 2026 – Il Cremlino ha dichiarato di non avere al momento alcuna comunicazione sulla tregua nei bombardamenti contro i siti energetici di Russia e Ucraina, un'iniziativa annunciata dal presidente statunitense Donald Trump. Il portavoce Dmitry Peskov ha precisato che "i contatti sono in corso" e che eventuali aggiornamenti saranno forniti in seguito.

La dichiarazione di Peskov riguarda l'ipotesi di una sospensione degli attacchi alle infrastrutture energetiche dei due Paesi. Rispondendo al presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy, Peskov ha aggiunto: "Non vogliamo una tregua, vogliamo una pace duratura e siamo pronti a fare tutto il possibile per realizzarla".

La posizione di Mosca

La comunicazione del Cremlino si concentra sull'assenza di dettagli pubblici riguardo alla tregua energetica proposta da Trump. Peskov non ha confermato contenuti operativi, scadenze o modalità dell'intesa, limitando la posizione ufficiale all'esistenza di contatti in corso. Il portavoce ha distinto la potenziale tregua nei bombardamenti sui siti energetici dall'obiettivo di una pace duratura.

Questa presa di posizione si inserisce nel dibattito seguito all'annuncio del presidente statunitense. Il riferimento è agli attacchi contro le infrastrutture energetiche, un ambito cruciale del conflitto. Il Cremlino non ha fornito indicazioni su impegni definiti o tempistiche di applicazione.

Le reazioni internazionali

Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy ha accusato la Russia di aver violato il cessate il fuoco energetico annunciato da Donald Trump, dopo un attacco a una centrale termica a Kharkiv. Kyiv attende i dettagli dell'intesa USA-Russia e ha sollecitato Washington a garantire che Mosca rispetti qualsiasi accordo sulla sospensione degli attacchi alle infrastrutture energetiche ucraine.

L'Unione europea, dal canto suo, ha sollecitato gli Stati Uniti a mantenere una pressione costante su Mosca.