L'Alto rappresentante dell'Unione Europea, Kaja Kallas, ha accolto con favore la proposta di tregua nel settore energetico al Consiglio Affari Esteri a Lussemburgo il 12 ottobre 2026. Kallas ha posto come condizione essenziale il rispetto dell'intesa da parte della Russia, precisando che l'apprezzamento è valido "purché venga rispettata". Al momento, la verifica dell'adesione russa non era avvenuta. A titolo personale, Kallas ha auspicato che la tregua si estendesse alla protezione delle persone, evitando vittime, collegando il tema energetico alla guerra.

Pressioni su Mosca per la fine della guerra

L'Alto rappresentante ha richiamato la necessità di aumentare le pressioni sulla Russia affinché cessi la guerra, dichiarando: "Dovremmo esercitare pressioni sulla Russia affinché cessi la guerra". Ha argomentato che se la Russia interrompesse le ostilità, gli ucraini non dovrebbero più difendere il loro Paese. Il messaggio di Kallas ha combinato il favore per una tregua energetica con la richiesta che Mosca la rispetti, estendendo il ragionamento alla protezione delle persone e auspicando che la sospensione degli attacchi riguardi le vittime umane, oltre le infrastrutture, delineando la postura dell'UE verso Mosca.

Il contesto della tregua per le raffinerie

Il riferimento alla tregua energetica si inserisce in una discussione su un possibile accordo per fermare gli attacchi reciproci contro le raffinerie di petrolio. Donald Trump ha menzionato una potenziale intesa tra Russia e Ucraina. Tuttavia, Mosca non ha accettato alcun tipo di cessate il fuoco. Un funzionario della Casa Bianca ha indicato che, se gli attacchi alle raffinerie cessassero, potrebbe seguire un accordo più ampio per fermare le offensive contro centrali elettriche e reti energetiche.

Nel confronto sulle raffinerie, emerge una differenza strategica: l'Ucraina dispone di una sola raffineria di petrolio, colpita più volte e non pienamente operativa. La Russia, al contrario, vanta una rete molto più estesa, evidenziando uno squilibrio significativo in termini di capacità infrastrutturali.